Gazzetta di Reggio

Reggio

Le banche confermano fidi per 230 milioni

Le banche confermano fidi per 230 milioni

Siglato un accordo con 15 banche valido fino a fine anno. Scampato il pericolo default. Versace: «Ora possiamo ripartire»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una boccata d'ossigeno per Ccpl, gigante della cooperazione reggiana, giunto ad un passo dal tracollo dopo il «buco» da 101 milioni nel bilancio 2013 registrato il 30 giugno scorso dall'assemblea dei soci. Il consorzio cooperativo di produzione lavoro è infatti arrivato ieri ad un accordo con 15 banche, a cui deve 230 milioni, che si impegnano a non reclamare fino al prossimo 31 dicembre e confermano a quella data le linee di finanziamento erogate.

TEMPI RECORD. L'intesa - tecnicamente si chiama accordo di standstill - è stata presentata ieri dal nuovo amministratore delegato nominato a marzo, Lino Versace, e dal direttore generale, Andrea Imbriani. Una prova di fiducia, quella degli istituti di credito, che in sostanza libera le mani alla società nella redazione del prossimo piano industriale e fornisce margini in più per il rientro dai debiti. In questa direzione, ad esempio, va la vendita da parte del Ccpl di una quota del pacchetto azionario del fondo immobiliare Namira 7, che porta dentro il colosso cooperativo 20 milioni per implementare il piano industriale. Risorse che, senza l'accordo con le banche, sarebbero state aggredite con ogni probabilità da queste ultime.

SI RIPARTE. Come ammesso dallo stesso Versace, però, la notizia «è buonissima ma non risolutiva. Rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. La continuità aziendale non è mai stata messa in discussione ma i problemi certo non sono mancati. In passato abbiamo temuto il peggio. Ora siamo in grado di tornare a investire». Il lavoro da fare è ancora moltissimo e sul Ccpl pende infatti ancora la spada di Damocle della sanzione da 45 milioni di euro «che ormai è certo ci sia» comminata dalla Commissione antitrust dell'Unione Europea per la vicenda Coopbox. Si tratta dell'azienda che presidia per Ccpl il settore degli imballaggi per prodotti freschi a livello europeo, accusata dalla Commissione europea di aver formato un cartello tra imprese che avrebbe distorto il principio della concorrenza.

TAGLI AL PERSONALE. Infine, a seguito di riorganizzazioni aziendali, il personale della sede centrale reggiana si è ridotto da 80 a 60 persone. Di queste una ventina sono in attesa di ricollocazione e al centro di una trattativa con i sindacati. Commentando l'accordo raggiunto con le banche, Versace spiega: «E' una buona notizia che non risolve tutti i nostri problemi ma ci consente di metterci a lavorare sul piano industriale con una certa sicurezza e respiro. Il fatto che abbiamo chiuso l'accordo in meno di due mesi dopo la richiesta che abbiamo fatto il 13 giugno, conferma che le banche hanno capito il nostro sforzo di rendere il gruppo sempre più leggibile all'esterno, e ci hanno dato fiducia».

LA NUOVA AGENDA. Il consorzio di cooperative di produzione lavoro detiene partecipazioni societarie riconducibili a cinque macro aree di attività. «Vogliamo crescere nel packaging - ha detto ieri Imbriani - mettendo in atto investimenti e sinergie commerciali. Anche il settore della compravendita di carburanti è per noi molto importante ma dobbiamo allargare la massa critica. Per fare questo dobbiamo attendere di sapere quale sarà l’entità effettiva della multa su Coopbox per poi presentare il piano industriale triennale. Il gruppo ora è più trasparente, ogni unità produttiva deciderà per suo conto. Siamo passati da un assetto accentrato ad uno con più autonomia, necessaria per sviluppare il grande valore industriale della coop».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google