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Nasce anche a Vetto l’assessorato al “Re dei formaggi”

Nasce anche a Vetto l’assessorato al “Re dei formaggi”

Il Comune segue la strada del capofila Bibbiano e di Casina Domenichini polemico: «Hanno solo una latteria, privata»

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VETTO. Un nuovo assessore al Parmigiano Reggiano a Vetto, la cui elezione ha già sollevato qualche polemica tra i colleghi. Salgono a tre gli assessorati che in provincia si occupano del Re dei formaggi, che oltre all’apripista Bibbiano include anche Casina e a cui da poco si è aggiunta Vetto. A ricoprire l’incarico è il vicesindaco Aronne Ruffini, agronomo e impiegato nel Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale, che oltre all’assessorato al Parmigiano Reggiano si occupa di Agricoltura, Sviluppo rurale, Lavori pubblici e Viabilità.

«Sono un agronomo – spiega il neoassessore – e questo tema mi interessa anche dal punto di vista professionale. La questione principale che ruota attorno al Parmigiano Reggiano che si produce in Montagna è relativa ai maggiori costi di produzione, dovuti alle condizioni più complesse in cui si articola il processo per i produttori. Questo è uno degli aspetti su cui cercheremo di lavorare, in collaborazione con gli altri Comuni che si occupano della cosa e del Consorzio».

Nel territorio di Vetto ci sono diversi piccoli caseifici che allevano bovini per la produzione di latte e formaggio, soprattutto privati, ancora non entrati nel circuito della grande produzione. La creazione di questo assessorato potrebbe avere un ruolo propulsivo anche in questa direzione. «Le aziende della montagna soffrono perché il formaggio costa poco, sui 18 euro al chilo – aggiunge Ruffini – e i produttori stentano a coprire con la vendita delle forme i costi di produzione. Sarebbe necessario tutelare la produzione di montagna facendoli “valere di più”, 50 centesimi o un euro in più al chilo. La grande distribuzione fatica a capire questo, così come il fatto che il formaggio prodotto in Montagna abbia differenze organolettiche e una sua specificità. Come Comune siamo molto sensibili a questo aspetto, ma siamo una giunta giovane, ci siamo appena insediati e con tutti i problemi relativi alla viabilità e al blocco della provinciale, con tutte le conseguenze per le attività economiche del paese ancora non abbiamo preparato un piano d’azione definito. Ci lavoreremo nei prossimi mesi, magari in collaborazione con il Consorzio e gli altri comuni impegnati su questo tema».

La notizia di avere un nuovo collega nella carica di assessore al Re dei formaggi non ha però suscitato reazioni positive a Casina, l’altro Comune della montagna reggiana che ha un assessorato dedicato.

«Francamente non capisco il senso dell’iniziativa di Vetto – afferma senza mezzi termini Silvano Domenichini, vicesindaco di Casina e assessore al Parmigiano Reggiano della Montagna, come precisa lui stesso – Che io sappia, a Vetto c’è una sola latteria che produce Parmigiano Reggiano, privata per lo più, e non capisco da dove derivi la necessità di creare un assessorato ad hoc».

Il vicesindaco di Casina prosegue spiegando che «il nostro Comune ha investito soldi e risorse in questa iniziativa, che riguarda tutta la Montagna, da Bardi, all’estremo ovest della montagna parmense, fino a Gaggio Montano (Bologna). Abbiamo voluto creare un marchio, quello del Parmigiano Reggiano di Montagna, in modo da tutelare e affermare una specificità di un prodotto, per certi versi anche a scapito delle nostre produzioni locali, che ora sono vendute assieme a quelli prodotti nelle altre province. Noi a Casina lavoriamo per coordinare 18 latterie – conclude Domenichini – A Vetto secondo me confondono l’assessorato all’Agricoltura con quello al Parmigiano Reggiano».

Nessun problema invece con il primo Comune ad aver istituito la figura dell’assessorato al Parmigiano Reggiano, Bibbiano. «Il fatto che altri seguano il nostro esempio è un motivo d’orgoglio per noi, nonché il segno della bontà dell’intuizione avuta dieci anni fa dal mio predecessore, Sandro Venturelli – afferma il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti – Nessuna “gelosia” o forma di campanilismo, dunque, anzi accogliamo con gioia questa iniziativa, così come faremmo se altri Comuni si aggiungessero, con la speranza che riesca a rafforzare il nome del Parmigiano Reggiano».

Daniele Valisena

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