Gazzetta di Reggio

Reggio

Perseguita l’ex per gelosia: arrestato

di Tiziano Soresina
Perseguita l’ex per gelosia: arrestato

Ai domiciliari un rappresentante 39enne dopo due mesi di telefonate minacciose, botte ed appostamenti sotto casa

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REGGIO EMILIA. Due mesi da incubo fra telefonate minacciose ed appostamenti, con la goccia che fa traboccare il vaso giovedì mattina quando i carabinieri devono intervenire due volte nel giro di un paio d’ore sotto casa della 40enne – nella periferia di Reggio verso Parma – presa di mira dall’ex convivente di un anno più giovane, da cui ha avuto un figlio che ora ha quasi due anni.

Per i militari, al corrente delle tensioni fra i due coincise con alcune denunce della donna, la situazione è diventata troppo pericolosa, da qui – in accordo con il pm Giulia Stignani che coordina le indagini – l’applicazione degli arresti domiciliari per il rappresentante 39enne con l’accusa di stalking. Gli inquirenti descrivono l’ex convivente come un uomo che non solo non ha accettato la fine del rapporto sentimentale, ma che è soprattutto roso dalla gelosia, convinto com’è che di mezzo vi sia un’altra persona nella vita dell’ex compagna. La prima denuncia della 40enne fa riferimento all’8 giugno scorso, quando si era recata a Rimini con il figlio e nel giro di due ore era stata “bersagliata” da 38 telefonate dell’ex compagno, con tanto di grave minaccia: «Appena metti piede a Reggio Emilia ti stacco la testa dal collo». E il giorno dopo nuova crisi di gelosia del 39enne all’asilo nido frequentato dal figlio: l’ex compagna si rifiuta di parlargli e lui la prende a calci alle gambe. Una settimana dopo altra denuncia da parte della donna perché si sente “assediata” dall’ex, infine i due “assalti” di giovedì mattina all’abitazione di lei, con il solito chiodo fisso, urlato dalla strada: «Perchè non lo ammetti che hai un altro?». Ieri mattina, davanti al gip Giovanni Ghini, il 39enne ha solo ammesso di essere stato un po’ petulante, perché l’ex compagna non rispecchia gli accordi sulla gestione del figlio (presto vi sarà una causa in tribunale per l’affidamento del minore). L’avvocato difensore Enrica Sassi ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari: «Non è stata messa in pericolo l’incolumità dell’ex che non ha alterato neppure le abitudini di vita». Di diverso avviso il pm Stignani che ritiene il 39enne un persecutore con indole aggressiva, da mantenere ai domiciliari. Oggi la decisione del giudice.

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