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Più “lavoro” d’estate per le prostitute

Più “lavoro” d’estate per le prostitute

Imbarazzo ma anche arroganza dei non pochi clienti, per lo più sposati, identificati nella notte dai carabinieri

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REGGIO EMILIA. Il blitz dei carabinieri nella notte fra giovedì e venerdì ha “raccontato” tante cose sul mondo della prostituzione a Reggio: la spartizione di strade per sesso e nazionalità, il pullulare estivo di clienti per lo più sposati (la moglie è lontana, in vacanza?), gli incontri a luci rosse in appartamenti-alcova.

Siamo di fronte ad un blitz mirato, con alle spalle una mirata fase di studio del fenomeno che non ne vuol sapere di attenuarsi nella nostra città.

I controlli notturni dei militari si sono concentrati fra le frazioni di Cella e Pieve Modolena, in quella via Emilia per Parma da troppo tempo “regno” della prostituzione. Un territorio che appare “spartito”: i trans, per lo più brasiliani e peruviani, si prostituiscono lungo via Vico nel tratto prossimo a via Newton e in quest’ultima strada nonché in via Fratelli Cervi si trovano le giovani rumene. Discinte ragazze albanesi “presidiano” invece la citata via Vico verso la zona industriale di Corte Tegge (ma qualcuna è stata identificata anche a Calerno). In piazza Martiri di Tienanmen i militari individuano altre “lucciole” rumene. Sempre in strada, ma solo di giorno, ragazze cinesi si prostituiscono in un’area più prossima al centro (via Sani e parte di via Emilia Ospizio). Complessivamente sono state controllate una trentina di prostitute (per tre di loro è scattata la multa da 16 a 93 euro prevista dalla legge Merlin per aver agito in modo scandaloso e molesto) ed una decina di clienti (professionisti, impiegati ed operai, molti dei quali – come detto – coniugati) di età compresa fra i 25 ed i 65 anni. Fra i clienti tanta vergogna ma anche “punte” di arroganza invocando a sproposito la privacy. E’ stata comunque una nottata di “magra” per chi vende il proprio corpo: dopo gli accertamenti, i carabinieri hanno volutamente piazzato le auto di servizio con tanto di lampeggianti accesi nelle aree della prostituzione, il che ha ovviamente allontanato i possibili clienti.

Infine ci sono le case a luci rosse, identificate in viale Montegrappa, nella zona dello stadio Mirabello, in via Veneri, in via Emilia Ospizio, nel quartiere Papagnocca, in zona Baragalla, via Che Guevara, a San Maurizio e nei pressi del centro commerciale Meridiana. In queste abitazioni si trovano anche italiane, polacche, ucraine, russe ed argentine: il primo contatto con i clienti è telefonico. In arrivo probabili guai per chi affitta queste alcove. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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