Agenzia Entrate e tangenti Indagine spostata a Roma
La “svolta” legata ad un reato ipotizzato, cioè l’illegale utilizzo del server romano Gli accertamenti dell’Arma già inviati dal pm Stignani al collega della Capitale
REGGIO EMILIA. La clamorosa inchiesta sulle mazzette all’Agenzia delle Entrate – con sei indagati e l’impressione che possano diventare di più – sarà ora seguita direttamente dalla procura di Roma.
Una novità non indifferente e l’attrazione – per competenza territoriale – degli atti d’indagine (finiti sul tavolo di un magistrato inquirente romano) è dovuta ad uno dei reati ipotizzati, cioè l’accesso indebito ai sistemi telematici: nel caso specifico il server centrale attraverso cui passa ogni dato si trova nella Capitale, da qui lo spostamento dell’inchiesta.
In procura a Reggio i faldoni contenenti gli atti d’inchiesta sin qui accumulati sono già usciti, quindi, dall’ufficio del sostituto procuratore Giulia Stignani che aveva in questi mesi coordinato i complessi accertamenti dei carabinieri. Per gli avvocati difensori ora il fonte giudiziario (pm e gip) si sposta in tribunale a Roma.
Dei sei indagati, cinque sono stati raggiunti da misure restrittive: Attilio Riga, 41 anni, e Anna Maria Corsi, 70 anni (rispettivamente funzionario e funzionario in pensione dal 2009 dell'Agenzia delle Entrate), ma anche la dipendente degli stessi uffici Giovina Palazzo (55 anni), l'architetto e candidato alla poltrona di sindaco delle ultime Amministrative a Cavriago Gabriele Beltrami, 70 anni, e la moglie titolare dell'impresa edile Poledil di Reggio Vanna Montanari, 61 anni. C'è anche una straniera, indagata però a piede libero.
I reati che vengono contestati sono pesanti: si va dalla tentata induzione indebita a dare o promettere utilità (è un'ipotesi particolare di concussione), al citato accesso indebito ai sistemi telematici, alla rivelazione del segreto d'ufficio.
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