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Agosto al lavoro per salvare la Majorca

Agosto al lavoro per salvare la Majorca

Scandiano: i lavoratori sperano così diÈ ottenere un mese di proroga del concordato e cercare nuovi investitori

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SCANDIANO. Un agosto tranquillo di lavoro, per ottenere un mese di proroga al concordato. Nel periodo delle ferie non si ferma l’attività per cercare di salvare la ceramica Majorca di Bosco di Scandiano, che ha cessato l’attività a fine maggio, dopo una prima forte crisi a fine 2013.

L’azienda è ora affidata ad un commissario giudiziale, Anna Spaggiari, nominato dal tribunale di Reggio Emilia in seguito alla domanda di pre-concordato presentata dall’azienda il 7 luglio. In quei giorni un’azienda creditrice per 102mila euro aveva inoltrato un’istanza di fallimento, e la Majorca è quindi fatto la richiesta di concordato, unico modo per evitare il collasso immediato. In questa fase, infatti, i debiti vengono momentaneamente “congelati”, per permettere il disegno di un piano aziendale funzionale all’obiettivo finale (liquidazione, assorbimento da parte di terzi).

Dai primi giorni di giugno sino a fine luglio, per 52 giorni, i dipendenti hanno poi allestito un presidio permanente davanti alla sede aziendale, per impedire che le mattonelle già prodotte venissero caricate e portate via, con una perdita quindi di una possibile garanzia. I lavoratori – una settantina di persone che devono ancora vedere almeno quattro mensilità e parte della tredicesima del 2013 – hanno sbloccato la situazione solo quando la commissaria Spaggiari si è fatta garanzie di controlli.

Ogni movimento di mattonelle e beni della Majorca dovranno essere obbligatoriamente rendicontati alla commissaria, che li valuterà per le operazioni di concordato, e quindi i dipendenti si sono sentiti tutelati e rassicurati, abbandonando il presidio. Adesso, è il momento del lavoro “sotto traccia”.

L’obiettivo è permettere alla proprietà di operare con tranquillità per cercare risorse ed eventuali nuovi investitori, ed arrivare a inizio settembre con dati e materiali sufficienti per chiedere la proroga di un mese alla presentazione ufficiale del concordato, che ad oggi è fissata al 7 settembre. Se le attività di queste settimane saranno considerate propedeutiche ad una possibile soluzione positiva, è probabile che la proroga di un mese al concordato verrà concessa. Diversamente, si dovrà inoltrare il documento con la situazione attuale, e dovrà essere deciso quale procedura avviare, se di liquidazione, di fallimento o – nella migliore delle ipotesi – per una ristrutturazione aziendale in vista di una ripresa anche parziale della produzione.

L’accettazione del concordato e le mosse successive sono importanti per il futuro della Majorca ma anche per le tutele dei lavoratori, che ad oggi si trovano in cassa integrazione straordinaria, garantita sino al 18 dicembre 2014.

Non vi sono però certezze per un’eventuale proroga di almeno un anno. E l’approvazione del concordato avrà parecchio peso anche sul prosieguo della cassa integrazione straordinaria. Su questo punto vi sono anche incognite nazionali, perché per i sindacati le risorse stanziate dal governo non saranno sufficienti, ma prima di tutto si deve ottenere il diritto alla casa.

Adriano Arati

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