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Donna uccisa dal morbo, domani l’autopsia a Milano

di Massimo Sesena
Donna uccisa dal morbo, domani l’autopsia a Milano

L’esame all’ospedale “Luigi Sacco”, ma le analisi sul tessuto cerebrale richiederanno tempi lunghi

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REGGIO EMILIA. La salma della casalinga 54enne morta giovedì scorso nel reparto di neurologia del Santa Maria Nuova si trova già all’Istituto di anatomia patologica dell’ospedale Luigi Sacco di Milano. E’ lì che - presumibilmente domani o, al più tardi, nella giornata di martedì - verrà eseguita l’autopsia che dovrà chiarire cosa effettivamente abbia ucciso la donna di Ventoso di Scandiano, morta un’agonia durata poco più di un mese.

Ci vorrà comunque del tempo, prima di conoscere la causa della morte: la parte più importante dell’esame autoptico infatti, sarà il prelievo del tessuto cerebrale che poi dovrà essere analizzata per sapere se effettivamente, ad uccidere la donna, sia stato il morbo di Creuzfeldt-Jacobs.

Invero, nei medici che, per quasi quaranta giorni l’hanno avuta in cura, questo è molto più che un sospetto: troppi gli indizi raccolti fin dal suo arrivo in ospedale, la sera del 3 giugno scorso.

Al Santa Maria Nuova, la donna era arrivata la sera del 3 giugno, dopo essere stata in precedenza al pronto soccorso dell’ospedale di Baggiovara. Lì le avevano consigliato il ricovero e allora, assieme ai familiari aveva deciso di rivolgersi a Reggio. Ai medici del Santa Maria, la donna aveva detto di accusare da qualche giorno acidità di stomaco. Ma non solo: all’occhio clinico dei sanitari reggiani non era sfuggito che la signora aveva difficoltà ad esprimersi e camminava male.

Dopo una serie di analisi di routine la donna veniva ricoverata nel reparto di neurologia. E lì, oltre a peggiorare di giorno in giorno, altre analisi portavano i medici ad avere una quasi certezza: si trattava di una patologia generata da un prione, ovvero una proteina degenerata che aggredisce le cellule dell’encefalo trasformandole.

Sia il prelievo del liquido cefalo-rachidiano, sia l’elettroencefalogramma, sia la risonanza magnetica hanno poi confermato la presenza decisamente attiva della proteina dal nome che assomiglia a un terno, decisamente sbagliato: 14-3-3.

Ora l’autopsia potrà dire una parola definitiva sulla causa della morte, mentre con ogni probabilità, non potrà dire come la donna abbia contratto la malattia: «La ricerca in questo campo - spiegava ieri il dirigente del Servizio di Igiene pubblica dell’Ausl, Guido Tirelli - è ancora lontana dall’aver scoperto perché si possa contrarre questa patologia rara: il morbo di Creuzfeldt-Jacobs Rientra fra le encefalopatie spongiformi per l'aspetto che acquistano i tessuti cerebrali dei pazienti colpiti. Colpisce 1-1,5 persone su un milione. A Reggio si registrano da alcuni anni a questa parte circa 2 casi all’anno. E soltanto una percentuale che oscilla tra il 20-30% di questi casi presenta una predisposizione genetica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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