L’agricoltura urbana come antidoto al degrado
REGGIO EMILIA. Sbarcato ieri in città il "guerrilla gardening", per i profani un'azione di "giardinaggio d'assalto", nell'ambito del programma, promosso dalla regione Emilia Romagna e dal Comune di...
REGGIO EMILIA. Sbarcato ieri in città il "guerrilla gardening", per i profani un'azione di "giardinaggio d'assalto", nell'ambito del programma, promosso dalla regione Emilia Romagna e dal Comune di Reggio Emilia, chiamato "Hybrid Parks" che mira alla condivisione e creazione di sinergie per la valorizzazione di parchi e giardini in sintonia con politiche di sviluppo sostenibile.
Gli abitanti del quartiere Monte Cisa si sono riappropriati di una piccola area abbandonata all'interno del quartiere, in prossimità del parco Le Caprette, trasformata nell'arco di poche ore in un ambiente più accogliente e gradevole alla vista attraverso la creazione di un piccolo giardino urbano con piante, fiori ed essenze.
"Arte nell'orto", questo il nome dato all'intervento, ha avuto un “prequel”: i bambini del quartiere hanno "immaginato", disegnandolo, la propria di idea di orto e giardino, e le opere da loro realizzate sono poi state appese sopra lo spazio di Monte Cisa a corollario e ispirazione per l'intervento di ieri. Sempre ieri mattina,è stata presentata nella biblioteca San Pellegrino - Marco Gerra la mostra "Parchi Ibridi", curata dalla Regione e visitabile fino al 22 agosto. Per Graziana Bonvicini, organizzatrice del guerrilla gardening reggiano, "l'idea che sta alla base dell'azione è quella di sperimentare gli orti urbani come veri e propri spazi pubblici creativi, mostrando ai cittadini come l'agricoltura urbana possa aumentare la qualità della vita e svolgere funzioni sociali e di cura della propria città".
Andrea Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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