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Mediopadana: il bar è “temporaneo” ma finalmente c’è

di Elisa Pederzoli
Mediopadana: il bar è “temporaneo” ma finalmente c’è

Il titolare: «Primo giorno col botto: sono passate almeno 500 persone». Entro Natale sarà pronta la sede definitiva

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REGGIO EMILIA. Ci sono voluti 14 mesi, ma alla fine la stazione Mediopadana ha finalmente il suo bar. “Temporaneo”, a dire il vero: e l’insegna lo chiarisce fin dall’ingresso. Perché, come previsto dal bando di Rfi, prima dell’allestimento definitivo per il quale servono i normali tempi tecnici, l’esigenza primaria era dotare finalmente la stazione dell’Alta Velocità di un servizio ormai non più rimadabile.

L’accoglienza dei passeggeri della Mediopadana è stata assolutamente positiva. Quella di chi attendeva da un pezzo di poter prendere un caffé nella tanto celebrata stazione-monumento disegnata dall’archi-star Santiago Calatrava.

«Siamo partiti con almeno 500 clienti. Più di quanti non ce lo aspettassimo». A raccontare con soddisfazione il bilancio del primo giorno di bar, è il titolare dell’attività Giuseppe Iori. E’ la sua società – la “Bar Sport” – quella che ha vinto il bando di Rfi. Una società tutta reggiana: la sede, infatti, è a Vezzano sul Crostolo dove è titolare anche di un altro esercizio: appunto, il “Bar Sport” di Vezzano. Ma non è la sola attività in cui è impegnato Iori, che conta quote in una società di torrefazione, una di noleggio giochi e in un’immobiliare.

«Ho deciso di partecipare al bando perché ci credevo. Non è stato facile raccogliere tutta la documentazione necessaria in tempi stretti, ma ce l’abbiamo fatta» racconta. E la corsa, non è affatto finita.

«Sì, perchè i tempi erano stretti anche per l’allestimento temporaneo – spiega – Il bando prevedeva che dopo 15 giorni dovessimo partire: il bancone lo abbiamo trovato ad Ancora e siamo riusciti ad acquistarlo e a portarlo qua, nonostante il periodo di ferie». Poi, in tutta fretta sono stati installati gli allacci per tutte le utenze necessarie al funzionamento di un bar. Ma ce l’hanno fatta. Al lavoro, su due turni, ci saranno in tutto quattro persone. Intanto, però, si lavora alla sede definitiva del bar, che sarà a fianco di quello aperto ieri.

«Abbiamo 90 giorni di tempo. Serviranno tutti per aprire il bar. Puntiamo sulle colazioni, i pranzi veloci con i panini. Niente piatti caldi perché non abbiamo la cucina» spiega. Ma intanto un presidio nella stazione che collega Reggio a Roma in meno di tre ore finalmente c’è. «Come primo giorno, di agosto di sabato, è andata al di sopra di ogni aspettativa» commenta Iori. Della serie: tutti lo aspettavano...

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