Una piantagione di marijuana a Salvarano
Quattro Castella: la polizia scopre e recupera in un calanco una quarantina di piante coltivate in vaso
QUATTRO CASTELLA. Trentacinque piante di marjiuana, tredici flaconi contenenti fertilizzanti, acido nitrico e melassa.
E’ quanto gli uomini della squadra mobile della questura di Reggio hanno trovato in un calanco di Salvarano: una vera e propria coltivazione di sostanza proibita, con tutto l’occorrente per la sua coltivazione. Le piante erano in vaso. Nascoste dalla fitta vegetazione.
Ma non invisibili. Tanto che qualche cacciatore a spasso nella zona le aveva notate e segnalate.
Gli uomini della Mobile, guidati dal dirigente Domenico De Iesu, ieri mattina sono stati a lungo in appostamento. Senza, però, riuscire a intercettare i responsabili della coltivazione. Così, hanno provveduto al sequestro.
Dai primi controlli, è emerso che le piante non sono tutte della stessa specie. Emergeva, infatti, anche la presenza di una specie, con una colorazione più scura: per la polizia si tratta di un tipo di marijuana con un maggiore principio attivo.
Non è ancora stata fatta una valutazione di tipo commerciale delle piante, ma è chiaro che ciascuna a compimento della maturazione e poi dopo la lavorazione avrebbe fruttato ai “titolari” della coltivazione un quantitativo importante di stupefacente.
«Ora tutto il materiale, come disposto dal magistrato di turno, la dottoressa Giulia Stignani, verrà distrutto all’inceneritore – spiega il capo della Mobile – Mentre proseguiranno gli accertamenti, anche grazie a quanto ci riferiscono i consumatori».
Resta, infatti, da capire chi si occupasse sistematicamente di quella coltivazione.
Le indagini della Squadra mobile proseguiranno in questa direzione, magari supporto dalle testimonianze di chi ha notato presenze insolite in zona. E potrebbe rivelare agli investigatori indicazioni utili.
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