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La fuga dal commercio 420 chiusure nel 2014

La fuga dal commercio 420 chiusure nel 2014

Gravi difficoltà per il comparto del turismo e per il “non alimentare” Negativo anche il saldo con le nuove aperture: -144 nel primo semestre

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REGGIO EMILIA. I dati relativi al primo semestre 2014 per il settore commercio, turismo, servizi e intermediazione si confermano impietosi e certificano il permanere di una situazione di forte difficoltà.

Anche a Reggio e più in generale in tutta la regione, dove la situazione è ancora più pesante, continua ad aumentare il numero delle imprese che abbassano definitivamente le serrande e cala il numero delle aziende in attività.

In tutta l’Emilia Romagna hanno chiuso i battenti 4.129 aziende e di queste 420 (pari al 10%) sono reggiane. Anche il saldo tra chiusure e nuove aperture è negativo. Alla fine del primo semestre in Emilia Romagna il saldo tra aperture e chiusure ha fatto registrare 1.831 aziende in meno, 144 nella nostra provincia. All’interno del comparto (che comprende le imprese di commercio al dettaglio fisso e ambulante, ristorazione e turismo e servizi), pur in presenza di una dinamica vivace e con un elevato ricambio, secondo i dati dell’Osservatorio regionale di Confesercenti, «per ogni nuova azienda che nasce in regione due chiudono definitivamente».

Nel primo semestre 2014, in tutta la regione, le iscrizioni di nuove aziende sono state 2.298 e le chiusure 4.129 con un saldo negativo di 1.831 aziende in meno. «Il trend – è il commento di Confesercenti Emilia Romagna – è in lieve rallentamento rispetto ai primi quattro mesi del 2014 e diminuiscono in proporzione sia le nuove aperture sia le cessazioni, ma nei primi sei mesi hanno chiuso ogni giorno 23 aziende. Di queste, nove del commercio, sette nel turismo e le rimanenti nel commercio ambulante e negli intermediari».

A Reggio la situazione pare andare leggermente meglio rispetto al resto del territorio regionale (vedi sotto il commento del presidente provinciale di Confesercenti), ma anche nel Reggiano il saldo tra aperture e chiusure resta negativo, anche se al di sotto della media regionale. I dati confermano che a soffrire in misura maggiore sono i comparti del turismo e della ristorazione e bar, fino a pochi anni fa uno dei settore più dinamici.

A Reggio in questo settore oltre che alla scomparsa di 50 aziende, si assiste anche a un ricambio velocissimo con più gestioni che si susseguono nel giro di pochi anni: nei primi sei mesi del 2014, nel Reggiano, il comparto delle imprese di alloggio ha registrato 64 nuove iscrizioni e la chiusura di 114 aziende, per un totale di 3.150 imprese attive.

Nel comparto del commercio al dettaglio, a fine giugno nella nostra provincia erano attive 3.887 aziende, di cui 452 nel settore alimentare. Le nuove aziende iscritte nel settore alimentare sono state 11 e le cancellazioni 30. Nel settore non alimentare le aziende che hanno iniziato l'attività sono state 68 rispetto alle 142 che hanno chiuso. Il saldo è negativo in entrambi i comparti con 19 aziende nel settore alimentare e 74 in quello non alimentari, per un totale di 93 aziende che mancano all’appello.

Nel commercio ambulante le iscrizioni sono rimaste stabili e, a fronte di 38 nuove iscrizioni, le cancellazioni sono state 37. Altrettanto nel settore della intermediazione nel commercio, con 2.592 aziende in attività, ma anche qui il ricambio è stato forte con 95 iscrizioni e 97 chiusure.

Roberto Fontanili

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