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“Porta a porta” in città: ecco i tempi

di Massimo Sesena
“Porta a porta” in città: ecco i tempi

L’assessore Tutino: «Da settembre via alla discussione, ma Iren deve investire di più, anche in progettualità»

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REGGIO EMILIA. Da settembre si comincerà a discutere concretamente come incrementare la percentuale di raccolta differenziata, ampliando il “porta a porta” al centro storico della città. L’obiettivo è arrivare alla seconda metà del 2015 con l’avvio del sistema di raccolta mirata anche all’interno dell’esagono.

E’ più o meno questa la road map dell’assessore comunale all’ambiente Mirko Tutino che, nel fotografare la situazione parte proprio dal “caso Poviglio”, il secondo comune d’Italia (tra quelli con meno di 10mila abitanti) per percentuale di raccolta differenziata.

«L’esperienza di Poviglio è certamente significativa, anche partendo dalle differenze con Reggio». Differenze che, per l’assessore, non stanno soltanto nelle dimensioni e nel diverso gestore a cui i due Comuni si affidano.

«Poviglio e gli altri sette comuni della nostra Bassa - spiega Tutino - hanno appena rinnovato il contratto di gestione con Sabar e in questo contratto sono previsti importanti e puntuali investimenti proprio sul tema della raccolta differenziata. Gli altri 37 comuni della nostra Provincia, invece sono in una situazione di maggiore precarietà: il contratto che regola l’affidamento del servizio è infatti scaduto a fine 2011 e occorre indire una nuova gara. In quest’ottica - prosegue l’assessore - è evidente che Iren è chiamata a presentare un piano di investimenti, non solo in termini economici, ma anche di idee, cosa in cui l’azienda in questi anni, è stata piuttosto lacunosa».

Da settembre cosa accadrà su questo fronte? «Inizieremo un percorso che dovrà coinvolgere tutti gli attori interessati. Il dibattito, anche grazie alla Gazzetta è già partito: più o meno tutti hanno detto la loro, dai commercianti, alle forze politiche e non ho potuto far a meno di constatare assieme ad atteggiamenti costruttivi, anche posizioni demagogiche». In particolare, l’assessore si riferisce a chi «sostiene che sia possibile aumentare la percentuale di raccolta differenziata anche senza il porta a porta. A questi - sottolinea Tutino - rispondo che se escludiamo alcuni piccoli comuni del Trentino, non esistono situazioni del genere, non solo in Italia, ma nemmeno in Europa». Ma che porta a porta sarà quello in centro storico? «Studieremo tutte le soluzioni già in atto attorno a noi: da quello che sta avvenendo nel centro di Parma, alle esperienze di Poviglio e della nostra Bassa fino quelle della Bassa parmense. L’obiettivo è trovare soluzioni che siano funzionali, ma anche compatibili con la zona in cui questa raccolta verrà effettuata».

Invero, Tutino sembra non pensare a una vecchia ipotesi già sperimentata da Iren - proprio in previsione dell’estensione del porta a porta in centro storico - nella zona di Parco Ottavi, dove alcuni anni fa era stata installata, proprio in via sperimentale, la prima isola con cassonetti a scomparsa. «L’obiezione - sottolinea l’assessore - emersa in queste settimane da parte dei commercianti del centro circa il rischio che in certe giornate le vie del centro siano piene di bidoni è certamente sensata. Per questo l’idea è quella di una soluzione intermedia che sia funzionale e anche esteticamente compatibile con la zona».

Poi c’è il discorso, a cui i cittadini sono sempre più sensibili, della cosiddetta tariffa puntuale.

«Nella situazione attuale in cui i costi di smaltimento del residuo sono molto bassi - spiega l’assessore - è difficile avere i margini per dar vita a un sistema che premi il singolo cittadino. Nei piccoli comuni è forse applicabile un sistema di sconti al singolo cittadino che conferisce ai centri di raccolta il rifiuto già differenziato. Non credo che a Reggio sia possibile applicare un sistema di questo tipo, semmai un ruolo importante potrebbero giocarlo le attività produttive. E tuttavia - conclude l’assessore comunale all’ambiente - penso che quello di premiare il cittadino che produce meno rifiuto residuo debba essere un obiettivo da perseguire con ogni mezzo».

massimosesena

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