Demolizione delle ex Poste, lavori al via
Da giovedì il cantiere in via Sessi. L’esito del sondaggio online della “Gazzetta”: vincono i sì al nuovo progetto
REGGIO. Un altro pezzo di Reggio cambierà volto, quando da giovedì inizieranno i lavori di demolizione della sede dell’ex Poste in via Sessi. Un intervento strettamente collegato a quello in fase di realizzazione sulla ex sede Inps che si affaccia in via Emilia. Per il progettista dell'intera operazione, l’architetto Ivan Sacchetti, «si tratta di un intervento che va oltre l'aspetto costruttivo, per diventare un'azione a forte connotazione urbanistica che tende a riqualificare parte del centro storico. E come era nelle intenzioni della proprietà ripropone e recupera alla città uno spazio scomparso».
La proprietà è la Bluefield dell’imprenditore Fausto Montipò che ha affidato a Sacchetti il progetto dell’intervento che una volta concluso prevede spazi commerciali al piano terra, uffici al primo piano e residenze sui tre piani successivi.
«Gli spazi commerciali – spiega Sacchetti – saranno collegati alla galleria principale coperta in via Emilia San Pietro e raggiungerà via Sessi attraverso una piazza interna che ripropone come dimensione architettonica l’antico collegio del seminario, progettato dall’architetto reggiano Ferraroni» e distrutto nel dopoguerra. La tempistica prevede la conclusione dei lavori di demolizione entro agosto, mentre il mese di settembre sarà utilizzato per sgombrare e pulire l'area per poter avviare i lavori ai primi di ottobre.
«Non vado in ferie, per seguire i lavori» – dice Ivan Sacchetti, sottolineando che sono stati già fatti una serie di incontri con coloro che in qualche modo potranno subire un qualche disagio dei lavori che si concluderanno a fine 2015. E salvo intoppi, sperando che le difficoltà si siano esaurite prima dell'inizio del cantiere, «quando tra ritardi, rinvii, ad autorizzazione, si è partiti con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia». Un ritardo che in parte potrà essere recuperato «perché non si dovrà fare uno scavo, ma verranno utilizzati gli interrati esistenti, abbreviando così i tempi».
L’ultima novità aggiunge Sacchetti «è l’accordo con il Comune che prevede l’impegno la proprietà a rifare completamente la pavimentazione di via Don Andreoli, Battaglione Toscano e via Sessi, creando un continuo con Piazza della Libertà e via Crispi. Per questo alla fine non si tratterà solo di un intervento di riqualificazione degli edifici ma di una porzione del nostro centro storico».
«Il vero danno è stato abbattere il seminario e il teatro da settecento posti per fare posto all’Inps e alle Poste, non la demolizione odierna» – dice Sacchetti, commentando soddisfatto come anche il sondaggio condotto dal nostro giornale abbia visto prevalere con il 56% i favorevoli alla demolizione dell'edificio attuale.
«Un esito che non ha fatto che confermare il mio giudizio di trovarsi tra le mani un palazzo che al proprio interno non aveva una composizione architettonica di qualità. Ma la fine per il palazzo è arrivata con l’entrata in vigore della norma regionale antisismica. L’edificio non aveva le caratteristiche costruttive richieste dalla legge e si è dovuto procedere in questo modo. Come è stato fatto per le scuole medie di Scandiano, dove è stato più conveniente e sicure abbattere e ricostruire».
Roberto Fontanili
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