Il Pd sul bilancio: «Abbiamo puntato a garantire i servizi»
SCANDIANO. «Abbiamo puntato su un bilancio che mantenesse il livello dei servizi e l’appoggio alle attività produttive, cercando di recepire il maggior numero di istanze». Il Pd di Scandiano...
SCANDIANO. «Abbiamo puntato su un bilancio che mantenesse il livello dei servizi e l’appoggio alle attività produttive, cercando di recepire il maggior numero di istanze». Il Pd di Scandiano difende il bilancio di previsione del 2014, approvato il 31 luglio scorso con i voti dei 13 consiglieri della maggioranza – tutti eletti proprio nel Pd.
Un bilancio che ha suscitato le critiche dei 5 Stelle e della Lega Nord, e segnato dai tagli pesanti delle risorse statali: «Lo Stato ci sta trasformando in semplici esattori» – si è lamentato il sindaco Alessio Mammi parlando della manovra finanziaria.
«La situazione di partenza è di sbilancio corrente di 3,5 milioni di euro, principalmente frutto di numerosi tagli ai trasferimenti da parte dello Stato» – ricorda al proposito il Pd locale, che ricorda il lavoro del gruppo consiliare di maggioranza perché l’amministrazione, «di fronte alla necessità di intervenire sul gettito fiscale con non più rinviabili aumenti di aliquote, ponesse particolare attenzione alla salvaguardia del mantenimento dei livelli di servizio alla cittadinanza, soprattutto alle fasce più deboli come gli anziani e i bambini, attraverso strutture e contributi e dall’altro uno sforzo nei confronti delle attività produttive».
Un’operazione svolta a dovere, secondo i consiglieri scandianesi del Pd, che hanno quindi dato parere favorevole. Vi sono stati aumenti tariffari, ma «ma occorre ricordare che da sempre Scandiano si colloca tra i comuni con le aliquote più basse e che l’addizionale Irpef è ferma da anni», sottolinea il centro-sinistra, che poi analizza alcune delle scelte in materia fiscale, come la TASI, il nuovo tributo sui servizi indivisibili.
«L’aliquota proposta è quella del 3,3 per mille da applicare sulla base della rendita catastale, sottolineando però 2 aspetti: il primo è che riguarda solo le abitazioni principali, il secondo che si è lavorato il più possibile sulle detrazioni, sia quelle legate alla rendita catastale, che alla presenza di figli fino a 26 anni, proprio con l’obiettivo di agevolare le famiglie». L’IMU, invece, un’imposta definita «necessaria per garantire il pareggio di bilancio e il mantenimento dei servizi», ma con uno sforzo «per non penalizzare le attività produttive, i negozi di proprietà e gli immobili abitativi a canone concertato o concordato».
In conclusione, sostiene il Pd scandianese, «si è cercato di recepire il maggior numero di istanze, ascoltando cittadini, associazioni, sindacati e imprenditori e per quanto vincolata dai tagli e dalle poche risorse l’amministrazione ci ha tenuto a dare piccoli ma evidenti segnali che guardino al futuro». (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
