“Indagine” a viso aperto sul Csm
Correggio: presentato il corposo volume scritto dall’avvocato Simone Franzoni
CORREGGIO. Attuale, interdisciplinare e uno dei pochi libri -di certo il più completo- scritti sull'organo di autogoverno delle toghe italiane. E’ questo “I giudici del Consiglio Superiore della Magistratura”, un corposo volume di quasi 400 pagine edito da Giappichelli e che porta la firma di un giovane avvocato correggese, il 37enne Simone Franzoni, contitolare dello studio legale associato Franzoni Dittamo e professore a contratto di diritto dell'informazione e delle comunicazioni all’Università di Modena e Reggio Emilia.
Il testo inaugura la nuova serie della collana del Dipartimento di Giurisprudenza dell'ateneo emiliano ed è frutto di lunghe ricerche che tengono conto del decreto 90 del 24 giugno scorso (convertito il 7 agosto alla Camera dopo tre voti di fiducia) sulle misure urgenti da adottare per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. Un volume attualissimo, quindi, che indaga e sviscera tutte le verità che ruotano attorno all'organo che garantisce l'indipendenza e l'autonomia della magistratura e su cui in questi ultimi tempi si sta discutendo moltissimo, a livello politico, per limitarne i poteri.
«Un argomento – spiega Franzoni – che ho scelto sia per l’attualità, sia perché uno degli indici principali per testare il livello di democrazia di uno Stato è valutare il grado d’indipendenza dei suoi giudici. È la storia che ce lo insegna: il passaggio da una democrazia a uno Stato totalitario è sempre contrassegnato da una limitazione dell’indipendenza della magistratura. E il Csm, nel nostro come in altri Paesi, è l’organo deputato a tutelarla».
Tra le altre ragioni che lo hanno spinto ad occuparsi di un argomento così difficile c’è anche un’inconsueta anomalia: «I nostri costituenti hanno curato molto la parte sulla magistratura. Ad esempio, se si apre la Costituzione, vi sono dedicati oltre il doppio degli articoli del Governo: non a caso, perché si stava uscendo dalla dittatura per approdare alla democrazia. Se ci pensiamo, il nostro Csm è stato preso come modello in vari Paesi, a partire dalle “nuove” democrazie del centro Europa. Eppure – aggiunge – l’Italia va nella direzione opposta, nel senso che sembra “attaccare” a gamba tesa proprio il Csm, la magistratura e questa parte della Costituzione».
Pur firmando l’opera da solo, Franzoni ringrazia Aljs Vignudelli, ordinario di diritto costituzionale di Unimore, Franco Gaetano Scoca della “Sapienza” di Roma, Augusto Barbera dell’Università di Bologna, nonché magistrati e membri del Csm. (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
