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Pesta la compagna davanti alla figlioletta

Pesta la compagna davanti alla figlioletta

Scandiano: la donna di 33 anni ha “confessato” le violenze subìte soltanto all’ospedale, arrestato artigiano 50enne

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SCANDIANO. Peperoncino tritato male, i fagioli scotti. Motivi buoni al massimo per una battuta fra conviventi, non certo per pugni e calci davanti alla figlia piccola. Li ha invece dovuti subire una 33enne di Scandiano da parte del compagno, irascibile ed estremamente geloso.

Lo ha fatto senza raccontare nulla a nessuno sino a quando il dolore, in primis quello fisico, l’hanno “costretta” a esporsi raccontando quello che stava patendo. Dall’ospedale la notizia è arrivata ai carabinieri scandianesi che, informati, hanno arrestato l’uomo, un artigiano 50enne, ora detenuto in carcere con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

A generare la scintilla rivelatrice, l’ennesimo atto di violenza, avvenuto sabato notte in casa, davanti alla figlia minore della coppia. La 33enne non avrebbe voluto mostrarsi, né rivelare nulla su quanto stava accadendo, ma il dolore dopo le botte si è fatto insostenibile e così domenica mattina, mentre il compagno dormiva, è andata all’ospedale di Scandiano per farsi curare.

I medici, oltre a medicarla, hanno capito subito che le lesioni erano figlie di pugni e calci e hanno avvisato i carabinieri della tenenza locale, che hanno raggiunto il pronto soccorso, dove la donna nel frattempo era stata dimessa con una prognosi di contusioni multiple e di sei giorni di riposo. Di fronte ai militari, la 33enne ha raccontato la difficile situazione che vive da anni, e di cui il pestaggio di sabato notte è stato solo l’ultimo atto.

La molla della violenza del 50enne è solitamente la gelosia, ma a volte sono sufficienti anche banalissimi motivi domestici. La donna ha parlato di calci, pugni, schiaffi e capelli tirati subiti solo per aver tritato male i peperoncini, per aver cotto troppo i fagioli o per aver sgridato la loro figlia. Un momento particolare duro era arrivato nell’estate 2012, generato da una telefonata ricevuta dalla moglie sul cellulare da un numero anonimo.

Una chiamata che aveva scatenato l’artigiano. Anche nella notte di sabato era stata un’accusa di gelosia a far partire le botte. L’uomo ha accusato la 33enne di infedeltà, prima l’ha offesa e poi l’ha picchiata davanti alla bimba piccola, che si è messa a piangere senza però fermare il padre. Le contusioni erano però troppo pesanti, e la donna, non resistendo al dolore, è dovuta ricorrere all’ospedale, finendo così per rivelare quanto stava subendo da anni. I carabinieri, dopo aver ascoltato le sue parole, hanno acquisito i referti e sentito altri testimoni, raccogliendo materiale sufficiente per procedere all’arresto, effettuato poche ore dopo. Ieri mattina il 50enne è comparso in tribunale per rispondere delle accuse.

Adriano Arati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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