Biogas, le denunce del Comitato
Correggio, diffide in procura: «Abbiamo diritto ad avere risposte sugli scarichi»
CORREGGIO. Bloccato il procedimento di accesso agli atti (per il Comune dovuto alla mancanza di documentazione e prolungato a causa di comunicazioni ai soggetti coinvolti, visto che si tratta di documentazione che coinvolge parti terze) il Comitato Ronchi per l’ambiente procede, come promesso, con l’invio di nuove diffide.
«Entro fine mese – spiegano – i nostri documenti, firmati da cittadini e inviati a nostre spese (perché ricordiamo che siamo un comitato cittadino senza sovvenzioni), arriveranno quindi sulle scrivanie di 20 differenti enti».
E tra questi, oltre alle amministrazioni comunali di Correggio e di Reggio Emilia, compaiono anche i nomi della Provincia, dell’Arpa, della Regione e dell’Ausl oltre all’ispettorato del lavoro, la Corte dei Conti, la Procura della Repubblica, la guardia di finanza, il Gse e il ministero Antimafia.
«Ci hanno bloccato il procedimento – spiegano dal comitato Ronchi – ma noi le nostre risposte le vogliamo. Lasciando perdere il fatto che le motivazioni adottate dal Comune per giustificarsi del mancato accesso non ci hanno per nulla convinto, ora per noi questa diventa una questione di principio».
Le diffide, dunque, non saranno solo uno strumento per cercare chiarimenti in merito allo smaltimento del digestato ma, aggiunge il comitato «richiameranno anche la responsabilità dei funzionari e delle amministrazioni che non hanno ottemperato pienamente al loro compito. Pensiamo che le istituzioni coinvolte non solo abbiano trascurato le richieste dei cittadini ma che le abbiano prese anche molto alla leggera». Non solo. «Nelle prossime settimane – aggiungono – ci riuniremo con gli amici dell’unione dei comitati di Bologna per decidere come procedere sulle varie questioni ed è nostra intenzione proporre una serie di esposti alla Procura della Repubblica sia in merito alle centrali che alla questione degli accessi agli atti. Insomma, abbiamo pronta una bella tavolata di diffide e questo perché ci siamo stancati di “elemosinare” i vari funzionari e l’amministrazione per ottenere documentazione che, a nostro avviso, dovrebbe essere pubblica. Sulle questioni che secondo noi riguardano violazioni di nostri diritti non si cercano accordi, ci si batte».
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