Condannato a 21 anni di carcere in primo grado
Era il 2 dicembre 2013, un anno e mezzo dopo il duplice delitto avvenuto il 15 giugno 2012 a Campegine, quando Alessandro Rizzi – conosciuto da tutti come il “Ghibla” – è stato condannato a 21 anni...
Era il 2 dicembre 2013, un anno e mezzo dopo il duplice delitto avvenuto il 15 giugno 2012 a Campegine, quando Alessandro Rizzi – conosciuto da tutti come il “Ghibla” – è stato condannato a 21 anni di reclusione. Per i periti il 73enne era semi-infermo di mente quando puntò per due volte la pistola, facendo fuoco prima contro la badante russa 43enne Alena Tyutyunnikova (uccisa in auto) e poi verso il 44enne Fabio Artoni (freddato nel bar Snoopy). E la perizia psichiatrica ha avuto un peso decisivo nella sentenza emessa dal gup Antonella Pini Bentivoglio.
Nel computo della pena, infatti, il vizio parziale di mente fece cadere le due aggravanti (premeditazione e futili motivi), che avrebbero fatto schizzare la condanna verso l’ergastolo (come richiesto dal pm Maria Rita Pantani). Inoltre venne applicata la riduzione di un terzo della pena, come previsto dal rito abbreviato applicato al processo.
Il giudice, in primo grado, aveva determinato anche un complessivo primo risarcimento-danni di quasi un milione e mezzo di euro ai nove eredi delle vittime e al ferito (il 50enne Pasquale Verde) di quel folle pomeriggio di sangue.
Dopo aver studiato le motivazioni della sentenza, il pm Maria Rita Pantani l’aveva impugnata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google