Gazzetta di Reggio

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Locali, il questore prepara il giro di vite

di Tiziano Soresina
Locali, il questore prepara il giro di vite

Il numero uno della polizia, invitato dal direttore, ha partecipato ieri mattina alla riunione di redazione in Gazzetta

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REGGIO EMILIA. E’ la tarda mattinata, quando in Gazzetta arriva in visita la dottoressa Isabella Fusiello, il neo questore di Reggio. Il direttore Paolo Cagnan l’ha invitata a “immergersi” nella redazione, partecipando direttamente alla riunione delle 11.30. Un rapido giro nel “cuore” del nostro giornale, strette di mano con i cronisti, qualche considerazione sui temi-caldi della città, poi la conoscenza con il questore – che da una dozzina di giorni si sta calando efficacemente nella nuova realtà – avviene nel modo più diretto possibile: attorno ad un tavolo, partecipando alla “costruzione” quotidiana del giornale, con le sottolineature su alcuni fatti di cronaca da parte di chi ora guida la polizia reggiana.

Il primo impatto è di rodaggio per il questore, fra classici termini tecnici ed analisi della scansione delle pagine. Le sue sono riflessioni inizialmente a spot su Reggio («Si vive bene è una bella città»), sull’economia («Il problema-lavoro preoccupa tantissimo»), sul PalaBigi («Amo il basket, tifo Fortitudo»), sulla politica («Ai politici non chiedo nulla, ognuno deve semplicemente fare bene e fino in fondo la propria parte sul territorio») con una smorfia interrogativa quando lei ciclista convinta («Il centro storico è molto grosso, presto me la porterò») apprende che qui, da 8 anni, le biciclette possono percorrere i sensi unici al contrario.

Che il lavoro non le mancherà anche sul versante-sport, specificatamente il calcio, l’ha già chiaro in testa: «Qui gioca la serie A, poi c’è la Reggiana, la polizia è perciò domenicalmente impegnata sull’ordine pubblico. Il Trofeo Tim del 23 agosto – rimarca – sarà già un banco di prova importante. Il problema dei parcheggi intorno allo stadio? Stiamo cercando di venire incontro a chi ha attività in loco, una soluzione la troviamo».

Inevitabile il confronto con il questore sul blitz di venerdì scorso, perché la cronaca agostana resta piena di microcriminalità, spaccio, degrado, persone sospette “pizzicate” nei luoghi più a rischio di Reggio. Riflessioni che s’incrociano con la “mappa dello spaccio” che ha preso vita sul sito e sulle pagine cartacee della Gazzetta grazie ad un consistente “aiuto” della cittadinanza: «E’ stato il primo passo – dice – continueremo a far sentire la nostra presenza sul territorio. Le segnalazioni giungono anche a noi ed è giusto dare rapide risposte. Sono una cittadina anch’io, la sicurezza è un problema sentito per la comunità. Il territorio inoltre non va lasciato alla mercé di tutti, se necessario va riqualificato e qui entrano in gioco anche le altre realtà cittadine».

Il discorso si fa più stringente su due punti ben precisi. In primo luogo i controlli nei locali, com’è avvenuto venerdì in diversi presenti nella zona-stazione: «Se ci vai una, due, tre, quattro volte e ci trovi sempre clandestini e pregiudicati, qualche provvedimento bisogna prenderlo...». Il numero uno della caserma di via Dante non lo dice esplicitamente, ma il giro di vite (leggi chiusura) è d’obbligo in questi casi e gli strumenti normativi per farlo ci sono. Anche sullo spaccio di stupefacenti “qualcosa” sta già accadendo: «Segnalazioni e controlli danno fastidio agli spacciatori, si devono spostare. Ho già constatato i primi risultati».

E il questore come intende muoversi sui problemi più grossi, cioè la presenza tentacolare e sfaccettata della criminalità organizzata (estorsioni, usura, appalti, flussi enormi di droga), per non parlare dei gruppi di varia nazionalità che spadroneggiano su prostituzione, furti, rapine? «Il livello superiore di criminalità – spiega – richiede indagini più complesse, un impegno costante di uomini. Non nascondo che a livello d’organico per noi la coperta è corta, quindi sarà importantissimo identificare delle priorità. Il comitato per l’ordine e la sicurezza è un tavolo importante e presto ci confronteremo, in prefettura, ragionando sulle cose da fare».

La riunione è finita e il questore saluta la redazione con una frase lapidaria che è più di una promessa: «Vedrete anche a Reggio, a me piace lavorare in silenzio...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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