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A Rivalta fa discutere l'imminente apertura di un distributore di metano

A Rivalta fa discutere l'imminente apertura di un distributore di metano

I residenti in via Sant’Ambrogio: «Il traffico aumenterà. Quell’impianto rende inutile la bretella»

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REGGIO EMILIA. In attesa che venga realizzata la Bretella di Rivalta - che nelle intenzioni del Comune dovrebbe decongestionare almeno in parte il costante flusso di traffico che attraversa quella che è ormai diventata la periferia sud della città - a fine settembre è prevista l'apertura di un nuovo impianto di gpl e metano in via Sant'Ambrogio, sulla via che collega il centro con la chiesa parrocchiale della frazione.

Le polemiche non mancano da mesi attorno al progetto della bretella. E oggi, di fronte a questa ulteriore novità nella zona, riprendono decisamente fiato: la nuova stazione di servizio (che sarà anche una delle pochissime esistenti in direzione della montagna reggiana e al servizio della parte sud della città), secondo gli abitanti di Rivalta, rischia di vanificare i benefici attesi dalla nuova bretella ed è «un intervento in controtendenza rispetto all'obiettivo di togliere traffico dal centro della frazione».

La conferma della forte perplessità rispetto all'ampliamento dell'attuale stazione di servizio viene da Maurizio Burani che fa parte del Comitato che da anni segue la vicenda della bretella.

«L'80% dei residenti di Rivalta _ sostiene _ non condivide questo intervento. Un distributore con gpl e metano per vivere deve avere un afflusso di 250-300 auto al giorno. E questo mentre noi spendiamo almeno 2 milioni di euro per togliere auto dal centro, poi le portiamo in via Sant'Ambrogio. Fino a quattro cinque anni fa si parlava di trasferire quel distributore fuori dal centro e realizzare quella piazzetta che a Rivalta manca. C'è anche un problema di sicurezza con i tanti bambini e ragazzi che percorrono ogni giorno quel marciapiede a piedi e in bicicletta per andare al doposcuola o a giocare in parrocchia. Un aumento di auto in entrata e in uscita dal distributore rende in quel tratto il marciapiede diventa meno sicuro».

Se l'intervento da un lato aumenta il numero delle stazioni di servizio in grado di erogare gpl e sopratutto metano, dall'altro rischia di far convergere su Rivalta i residenti nella parte nord della città e buona parte degli automobilisti che risiedono del primo appennino reggiano. Almeno quelli residenti fino a Vezzano e Casina, tenuto conto che l'altro impianto che eroga metano in funzione sulla statale 63 attualmente si trova a Felina. Il nuovo distributore gpl e metano di Rivalta è collocato in posizione strategica soprattutto per gli automobilisti che percorrono la statale 63 e che attualmente possono rifornirsi di metano o nell'impianto di via Inghilterra oppure in uno dei due storici impiantI di metano collocati a Pieve Modolena e al Quinzio.

L'impianto è di proprietà della società Scat e prevede, spiega il gestore Davide Ferrari, che «a fianco dell'attuale distributore che eroga benzina e diesel, nasca un nuovo impianto per metano e gpl. Il progetto approvato prevede la realizzazione di una pensilina e di quattro colonnine dotate ciascuna di due erogatori, in grado di rifornire contemporaneamente otto automezzi. E dai primi riscontri sono diversi gli automobilisti che mi hanno detto che dopo anziché andare a Pieve Modolena si fermeranno qui».

La preoccupazione dei cittadini e dei residenti nelle villette che sorgono a poche decine di metri dal nuovo impianto, non è legata solo ai problemi di sicurezza e al dover convivere a poche decine di metri con due capienti serbatoi per benzine e gpl, (mentre per il metano l'impianto sarà direttamente allacciato alla rete), ma soprattutto al prevedibile (e auspicato dal gestore), incremento di traffico che si concentrerà in via Sant'Ambrogio, dal lunedì al sabato.

Roberto Fontanili

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