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Costo della vita: boom del 30% in 10 anni

REGGIO EMILIA
Costo della vita: boom del 30% in 10 anni

Trisolini (Federconsumatori) “boccia” l’Istat: «Il calo dei prezzi a luglio è nulla contro la perdita del potere di acquisto»

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REGGIO EMILIA. Pagare acqua, gas, elettricità, raccolta dei rifiuti e tasse sugli immobili comporta oggi un esborso superiore del 30% rispetto a dieci anni fa. Un balzo che ha assottigliato il potere d’acquisto della famiglie di Reggio Emilia, provincia nella quale - secondo l’Istat - i prezzi hanno però cominciato a scendere nello scorso mese di luglio. Reggio è una mosca bianca nel panorama italiano, dove i prezzi restano stabili: ma la tendenza al ribasso non convince la Federconsumatori di Reggio, associazione che monìtora costantemente l’andamento dei bilanci familiari. «I costi della casa sono cresciuti a dismisura - spiega Giovanni Trisolini - il calo dello 0,1% dei prezzi segnalato dall’Istat a luglio è un’inezia rispetto all’aumento del costo della vita. Basta prendere gli impiegati pubblici, spesso guardati in malo modo perché hanno un posto di lavoro sicuro. Ma la realtà è che il loro contratto non è stato rinnovato negli ultimi sette anni. Il salario, quindi, è rimasto fermo mentre i costi e la pressione fiscale salivano. Un professore guadagna 1.400 euro, un laureato impiegato in un ente pubblico 1.200 euro. Soldi che non bastano più per fare fronte alle spese».

Le classi sociali continuano a dividersi su due sponde sempre più lontane: i ricchi e i poveri, con la classe media che ha ridotto la propria capacità di spesa venendo meno al suo ruolo di volano dell’economia locale.

Il rallentamento dell’inflazione, scrive l’Istat, è principalmente imputabile all’ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi dell’energia. L’inflazione, al netto dei beni energetici e degli alimentari non lavorati (la cui flessione si stabilizza a - 2,9%), scende allo 0,6% (dallo 0,7% di giugno); al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,3% (da +0,5% del mese precedente). Cambia anche il costo dei prodotti che finiscono nel carrello della spesa: i ribassi riguardano i prezzi della frutta fresca (-9,0%) e dei vegetali freschi (-3,8%), su cui incidono fattori di natura stagionale.

«L’unica via per l’adeguamento dei salari al costo della vita e il conseguente rilancio dei consumi, è la ripresa del sistema industriale reggiano - dice Trisolini - che occupa una grossa fetta della popolazione, e in grado di trainare l’intera provincia. Siamo convinti che i comuni si debbano attivare, anche grazie alle associazioni di categoria, per offrire consigli sul risparmio energetico ai cittadini, che devono necessariamente cambiare le proprie abitudini di vita per poter risparmiare e contrastare la crisi».

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