In manette il pusher di via Paradisi: spacciava da casa
I clienti chiamavano e lui scendeva con le dosi di eroina Nei guai anche un amico incaricato di una consegna
REGGIO EMILIA. Spacciava direttamente da casa. Facendo solo la fatica di scendere davanti al portone e di consegnare la roba al cliente di turno, talvolta al galoppino che doveva portarla a destinazione. Bastava prendere “le ordinazioni” via telefono. E provvedere.
Il giro, però, è stato scoperto dai carabinieri che dopo mesi di appostamenti hanno arrestato Emidio Lucci, 41enne originario della Puglia ma residente a Reggio da vent’anni almeno. Denunciato a piede libero il “cavallino” di turno: un 31enne italiano. Segnalato alla prefettura, invece, il cliente ventenne che aveva comprato da lui l’ultima dose prima del blitz dei carabinieri.
Tutto avviene in via Paradisi, al civico 6. Nel cuore del quartiere stazione, in uno degli angoli della città da cui ci sono arrivate più segnalazioni circa lo spaccio, l’uomo da qualche tempo aveva radicato la sua attività illecita. E non si parla di droghe cosiddette leggere, bensì di eroina.
A insospettire i carabinieri era stata l’assidua presenza di giovani in una via chiusa quasi completamente priva di esercizi commerciali. E’ bastato puntare gli occhi su quel via vai, anche grazie alla collaborazioni di chi da queste parti ci abita che ha consentito ai militari di fare riprese dalle proprie case, per scoprire quello che avveniva e che si sospettava: vendita di droga.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il cliente telefonava, concordava l’appuntamento, raggiungeva l’abitazione del pusher. Il quale scendeva consegnando quanto ordinato e ricevendo il compenso. Si parla di qualche centinaia di cessioni sino all’ultima, avvenuta martedì pomeriggio e culminata con l’arresto del 41enne che abita con la compagna.
Quando i carabinieri sono entrati in azione, a rimetterci è stato anche un amico dello spacciatore: un 31enne reggiano che per conto di Lucci stava portando giù la droga.
E’ stato denunciato per concorso in spaccio.
L’arresto arriva a pochi giorni dall’allarme lanciato dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Paolo Zito, sulla nuova frontiera dello spaccio: quello a domicilio, appunto. «Certe tipologie di reato, come lo spaccio, vanno contrastate soprattutto attraverso mirate attività investigative svolte da militari in borghese – dichiara – Si tratta di servizi con minor impatto visivo per i cittadini ma certamente più efficaci per stroncare tali illecite attività. E’ importante comunque il presidio del territorio attraverso frequenti controlli». (el.pe)
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