Gazzetta di Reggio

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Madonnina decapitata, due denunciati

Silvia Parmeggiani
Madonnina decapitata, due denunciati

Rubiera, il gesto vandalico ad opera di due minorenni che avevano immortalato la loro “impresa” con l’IPhone

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RUBIERA (Reggio Emilia). Danneggiamento aggravato e vilipendio alla religione. Sono queste le accuse che pesano su due baby vandali, appena 17enni, denunciati per gli atti vandalici ai danni della Madonnina di Fatima custodita per anni al parco Don Andreoli. Rotti i resistenti vetri della teca, i due ragazzini hanno poi preso la statua, l’hanno decapitata e sfregiata per poi lasciarne la testa, con il segno di una svastica, a fianco di una bottiglia di lambrusco. Un gesto che ha scosso la comunità parrocchiale rubierese, come spiega il vice parroco, don Stefano Manfredini.

Le prove, del resto, sono anche sul telefonino dei ragazzi, in bella vista, tra parole e foto, nella chat di WhatsApp. Prove scoperte per puro caso dai carabinieri mentre uno dei due baby vandali, qualche sera fa, è stato sorpreso al parco con dell’hascisc.

Sequestrato quindi l’iPhone per cercare prove tra le chat di WhatsApp, ai fini di riscontrare informazioni utili legate al possesso e all'acquisizione della droga, i carabinieri hanno invece scoperto la foto della testa della madonnina decapitata lo scorso 20 luglio con tanto di messaggio a seguito: “gli ho fatto la svastica dietro la testa”.

Un'ammissione di piena responsabilità che non ha lasciato spazio a repliche sensate del ragazzo e che, anzi, ha permesso alle forze dell’ordine di identificare anche un complice, un altro 17enne reggiano che ora, insieme all'amico, è stato denunciato alla Procura dei Minori di Bologna.

E sarà solo una strana coincidenza ma la scoperta dei colpevoli e la denuncia arrivano proprio un giorno prima della cerimonia di ricollocazione della statua che avverrà oggi, festa di Maria Assunta, con partenza alle 17, dalla chiesa di Rubiera verso il parco cittadino dove alle 17.30, l'immagine sacra (già benedetta nei giorni scorsi in chiesa) verrà riposizionata nella stessa teca dove c’era l’originaria statua della Madonna di Fatima danneggiata il 20 luglio scorso.

Risale a quella data, infatti, l’atto vandalico. Avvenuto di notte, scoperto e denunciato solo il giorno dopo dal parroco, il gesto è stato condannato da tutta la comunità di fedeli ma anche da tanti cittadini che si sono detti scossi da tanta violenza inflitta ad un'immagine sacra e da anni custodita nel parco pubblico. E a poco sono servite deduzioni e sospetti perché l'atto vandalico è accaduto in piena notte, lontano da sguardi indiscreti e da telecamere. Fino a ieri, quindi, nonostante nel centro cittadino se fosse parlato molto e le indagini dei carabinieri proseguissero su diverse direzioni, i vandali non avevano né un volto né un nome. Ora, invece, che la Madonnina ritornerà a “casa”, i ragazzini sono stati identificati e denunciati e la cerimonia religiosa di oggi acquisterà di certo tutto un altro significato.

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