Cantiere al rallenty per evitare crolli
Macchine in azione fino a domenica, poi si procederà a mano. Folla di curiosi davanti al palazzo: tutti in fila per lo show
REGGIO EMILIA. La grande pinza idraulica sventra i muri e sbriciola gli ex uffici postali mentre il nebulizzatore d’acqua placa le nuvole di polvere che invadono le strade. Dietro, verso piazza Martiri del 7 Luglio, una folla di curiosi resta con il naso all’insù per guardare lo show offerto dal cantiere che nel giro di quindici giorni dovrebbe radere al suolo l’ex palazzo delle Poste di via Sessi. La demolizione partita ieri mattina alle 9 - con un’ora di ritardo - è diventata un’attrazione per i reggiani rimasti in città, che hanno fatto da contorno alle complesse operazioni di smantellamento dello storico edificio eretto nel 1955, che lascerà posto a un nuove palazzo con uffici, negozi e dimore di lusso. Una demolizione che aveva fatto partire una mobilitazione da parte di Italia Nostra, decisa a salvare la struttura ora in frantumi.
«Se tutto va bene domenica sera riapriamo le strade» afferma Maurizio Fontanili, titolare dell’omonima azienda di demolizioni, impegnato insieme a sette operai nel cantiere dove opera la pinza pesante 700 quintali e con un braccio lungo 30 metri. «Avevamo deciso di lavorare in questi giorni perché pensavamo che ci fosse meno gente. Ma si vede che la crisi ha colpito anche le ferie perché ci sono davvero tante persone».
La demolizione meccanica potrebbe protrarsi fino a lunedì. Poi si continuerà manualmente. Quindici giorni in tutto, «un tempo più lungo rispetto al normale perché tecniche più veloci potrebbero determinare crolli sui palazzi adiacenti a quello delle Poste - spiega Ivano Sacchetti, ingegnere responsabile del cantiere - Demoliremo anche i sotterranei, mantenendo la profondità attuale. Lì troveranno posto circa cinquanta parcheggi interrati, che serviranno agli uffici e agli appartamenti che troveranno spazio nel nuovo edificio». Le macerie verranno poi sminuzzate e conferite nel centro di raccolta della ditta Fontanili a Pieve Modolena, dove saranno recuperati per diventare materiale per costruire nuove strade. «Una volta terminati i lavori verranno rifatte anche le strade attorno al palazzo - continua Sacchetti - che diventeranno pedonali come l’attuale via Crispi. Il programma dei lavori dovrebbe essere rispettato. La città avrà un quartiere completamente riqualificato».
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