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Escursionisti dispersi in montagna ecco il vademecum della Forestale

di Elisa Pederzoli
Escursionisti dispersi in montagna ecco il vademecum della Forestale

Nei boschi succede spesso di perdere l’orientamento, ma con alcuni accorgimenti si rischia di meno. Il commissario Savelli: «Dire sempre dove si va, avere il telefono carico e per aiuti chiamare il 1515»

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LIGONCHIO (Reggio Emilia). L’ultima emergenza risale a martedì: l’appello di una coppia che, nei boschi nella zona del Ventasso, aveva smarrito la strada ed era stata costretta a chiedere aiuto per riuscire a tornare alla propria auto. Ma non sono affatto rare le situazioni in cui gli escursionisti si perdono. Il protocollo della prefettura per le ricerche prevede l’attivazione di un coordinamento sotto la supervisione dei vigili del fuoco con il coinvolgimento di tutte le forze del territorio, dalla Forestale, al Soccorso alpino ai carabinieri.

Più spesso, per fortuna, la situazione rientra senza che sia necessario mobilitare mezzi e uomini. Anche grazie a qualche accorgimento.

Per questo, abbiamo chiesto agli uomini del Corpo forestale delle Stato cosa fare per affrontare al meglio ogni eventuale emergenza. Quello che ne è uscito è una sorta di prezioso vademecum.

DIRE DOVE SI VA. «La prima cosa –spiega il commissario Giuliano Savelli – sarebbe di evitare di andare da soli. In ogni caso, è fondamentale lasciare indicazioni a familiari, amici o ai rifugi, relative a dove si intende andare e attraverso quali sentieri: in questo modo, nel caso in cui si dovessero attivare le ricerche si saprebbe da dove iniziare».

TELEFONO CARICO. Sembra scontato, ma alla prova dei fatti non lo è, il suggerimento di portarsi un telefonino. «E di premunirsi – evidenzia il forestale – di metterlo in carica prima della partenza, affinché la batteria tenga tutto il tempo necessario: non sono rare le situazioni in cui un telefono scarico rende ancora più complesso chiedere aiuto o guidare i soccorritori alla zona dove ci si trova».

CHIAMARE Il 1515. A chi, però, si può chiedere aiuto? Tra i numeri di emergenza c’è il 1515. A rispondere è proprio la Forestale. «E’ un numero gratuito che risponde 24 ore su 24 – spiega Savelli – Metterà in contatto con la stazione di riferimento, dove a rispondere è personale che conosce bene la nostra montagna: oltre a mobilitare la macchina del soccorso se è il caso, sanno anche dare utili indicazioni che a volte bastano per ritrovare la strada».

TRAGITTO E METEO. Il quarto suggerimento riguarda la pianificazione del percorso da affrontare.

«E’ importante accertarsi che il tragitto sia adatto alle nostre condizioni fisiche» sottolinea il commissario Savelli. Ma non solo: un’altra fondamentale raccomandazione riguarda il meteo.

«Prima di partire, bisogna informarsi su quelle che saranno le previsioni meteo nella zona in cui vogliamo recarci. Tenendo conto, inoltre, che la situazione in montagna può variare rapidamente» ricorda.

LE DOTAZIONI. Anche in relazione a questo, è fondamentale portare con sé tutto il necessario. «Bisogna essere attrezzati – evidenzia Savelli – Se piove serve una giacca impermeabile, se fa freddo un maglione».

Nella pianificazione dell’escursione, inoltre, bisogna avere un’idea del tempo che servirà per percorrere il tratto scelto e per tornare indietro. Prima, ovviamente, che faccia buio.

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