Delrio e Bonaretti, gli inamovibili
I due reggiani a Palazzo Chigi smentiscono dissidi con il premier e la struttura: «Tutte balle»
REGGIO EMILIA. Sono arrivati a Palazzo Chigi insieme. E da Palazzo Chigi qualcuno li vorrebbe - sempre insieme - in partenza, entrambi perché in rotta di collisione con Renzi in persona. Per settimane, il ritornello che arrivava fino a Reggio era il seguente: il feeling tra Matteo e Graziano non esiste più, e il sottosegretario sarebbe a un passo dal dimettersi e tornare a Reggio. E con lui, ad avere la valigia in mano sarebbe anche Mauro Bonaretti, segretario generale della presidenza del Consiglio.
Riguardo alle voci di disaccordo tra lui e il premier, Delrio ha risposto in una intervista pubblicata da La Stampa il giorno di ferragosto: «Totali invenzioni: tra noi se c’è una cosa che non è mai mancata è la fiducia e la totale trasparenza: lavoriamo insieme ai dossier in un clima di amicizia e di lavoro di squadra». E Bonaretti? Da Marola dove sta trascorrendo qualche giorno di vacanza, anche lui fornisce una versione dei fatti anni luce distante dal gossip di questi giorni: «Per quanto riguarda Graziano e Renzi - dice - posso assicurare che i rapporti sono ottimi. Io? Sto benissimo. lavoro dal mattino presto alla sera tardi per dare attuazione a tutte le decisioni che prende il governo. E soprattutto, lavoro in un clima davvero buono». Nessun dissidio con la struttura di Palazzo Chigi, dunque? «Assolutamente no. Tra l’altro, avendo già avuto esperienza proprio in questi uffici, nei primi anni duemila, quando lavoravo al Dipartimento funzione pubblica, molti dei colleghi con cui mi trovo oggi a lavorare li conosco da lunga data e con loro c’è un ottimo rapporto». Bonaretti smentisce anche che alcuni provvedimenti già adottati, ad esempio nell’organizzazione interna gli abbiano creato dei nemici: «Certo - dice - i giornali e i siti li leggo, ma davvero non c’è nulla di vero in tutto quello che scrivono». Ma tant’è: al ritorno al lavoro Bonaretti tornerà alle prese con la riforma della pubblica amministrazione che davvero si annuncia come una rivoluzione: «Ad esempio - spiega - con il ruolo unico della dirigenza speriamo che davvero si apra un grande mercato all’interno della pubblica amministrazione e tutto a vantaggio della stessa. La riforma contiene anche norme che garantiscono il ricambio generazionale e di questo l’Italia ha grande bisogno». (m.s.)
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