Deruba un geometra che l’aiuta
Il 41enne è bloccato dagli agenti nella cantina del professionista
REGGIO EMILIA. Troppi rumori sospetti negli scantinati e chi abita in un condominio di viale Timavo chiama all’alba di Ferragosto la polizia.
E’ iniziata così la vicenda, ancora non del tutto chiara, che ha portato all’arresto del clandestino marocchino 41enne Abdelhadi Ayar. Il nordafricano è stato trovato dagli agenti mentre dormiva in una di quelle cantine. La successiva perquisizione fa emergere non poche cose: una pistola scacciacani, una bomboletta di spray urticante, una tessera bancomat, 600 euro in contanti, assegni, documenti. Ma spuntano anche delle chiavi e pian piano gli agenti capiscono che si riferiscono all’ufficio di un geometra a cui appartiene anche la cantina in cui Ayar stava dormendo. I poliziotti scoprono che in quell’ufficio è stato commesso un furto e dal geometra apprendono poi che sono stati sottratti 6mila euro in contanti e che conosce il marocchino, avendolo più volte aiutato ed ospitato.
Se tutto verrà confermato, il 41enne è stato a dir poco ingrato: è accusato di detenzione illegale di carta di credito (cioè il citato bancomat che appartiene al geometra) e ricettazione.
Dalla camera di sicurezza della questura il nordafricano – ieri mattina – è comparso in tribunale davanti al giudice Cristina Beretti. Assistito dal legale Helmut Bartolini, il 41enne ha negato gli addebiti e confermato la conoscenza del geometra. Il giudice l’ha liberato, se ne riparlerà in aula il 17 novembre.
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