Il rapinatore seriale non parla in aula e rimane in carcere
E’ a dir poco compromessa la situazione del 39enne Giovanni D’angelo (originario di Montecchio e soprannominato “Cyrano”) che giovedì mattina – nel giro di un’ora – è andato all’assalto di quattro...
E’ a dir poco compromessa la situazione del 39enne Giovanni D’angelo (originario di Montecchio e soprannominato “Cyrano”) che giovedì mattina – nel giro di un’ora – è andato all’assalto di quattro banche in centro a Cesenatico.
Si è confermato un rapinatore seriale – una sorta di fatale “attrazione” a delinquere, i suoi precedenti penali parlano del resto chiaro – che per di più ha anche violato gli arresti domiciliari nella comunità in cui sta cercando di uscire dal tunnel della droga.
Ieri mattina, su consiglio dell’avvocato difensore Noris Bucchi, il 39enne s’è avvalso della facoltà di non rispondere nell’udienza di convalida dell’arresto tenutasi in carcere a Forlì.
Il gip si esprimerà sulla misura restrittiva nelle prossime ore, comunque è scontato che D’Angelo rimanga in carcere come richiesto dalla procura (vista la situazione, la difesa non ha ovviamente fatto richieste sul punto).
A dir poco paradossale la vicenda della vigilia di Ferragosto: D’Angelo, in bermuda e con un cutter in mano, ha cercato di rapinare le quattro banche (riuscendovi peraltro solo in una), per poi andare tranquillamente a piedi in stazione ad attendere il treno per Rimini e lì è stato catturato dai carabinieri.
I militari, guardando il percorso del “tour della rapina”, avevano infatti capito che da qualche minuto il bandito non stava più provando a fare assalti in banca e poteva essere andato in direzione della stazione ferroviaria.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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