L’ombra della mafia sul rogo del furgone
Nel luglio scorso la Sfera Costruzioni era stata esclusa dalla white list. Venerdì alle tre l’incendio: indagano i carabinieri
REGGIO EMILIA. Un altro rogo ha illuminato a giorno la notte reggiana. Tre giorni fa - era il 15 agosto scorso - verso le tre del mattino, i carabinieri sono giunti in via Platone, dove i vigili del fuoco erano intenti a spegnere l'incendio che ha divorato un autocarro. Le fiamme si sono sviluppate dal vano motore dell’Iveco 50, che era parcheggiato in via Platone da una decina di giorni. Sulle cause stanno indagando gli uomini dell'Arma ma una prima pista è già in cima alle ipotesi investigative, che propendono per il dolo. Il mezzo, infatti, appartiene a due imprenditori edili calabresi, originari della provincia di Crotone e residenti da lungo tempo a Reggio Emilia, dove hanno stabilito i loro affari. Si tratta di Antonio Rotondo e Raffaele Sestito, soci della Sfera Costruzioni sas, domiciliata proprio in via Platone 7, ditta che nel luglio scorso si è vista rigettare la richiesta di iscrizione nella white list antimafia. Un provvedimento emesso dalla prefettura di Reggio Emilia, che ha negato la possibilità alla ditta di partecipare alle gare per appalti pubblici, compresi quelli per la ricostruzione post sisma in Emilia. A giudicare non idonea l’azienda è stato il prefetto di Reggio, Antonella De Miro, sulla base dell’istruttoria redatta dal gruppo interforze formato da Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza, che hanno cooperato nelle indagini finite poi nel rapporto consegnato alla prefettura.
All’interno della ditta, infatti, è stata ravvisata la presenza di persone potenzialmente vicine al mondo della criminalità organizzata. Un’ipotesi sufficiente per estromettere la Sfera Costruzioni dalla white list, attestazione necessaria per poter intrattenere rapporti d’affari con gli enti pubblici. Già in passato la ditta aveva partecipato a diversi bandi pubblici, come confermano alcune procedure pubblicate dagli enti reggiani. Nel 2010 la Sfera Costruzioni era tra i partecipanti dell’appalto del Comune di Reggio per la manutenzione degli alloggi per anziani all’interno del Pru “Ospizio”. Nel 2012 aveva richiesto l’iscrizione nell’albo della Provincia per poter partecipare a gare con procedura ristretta semplificata. Nel 2013, invece, era tra le aziende invitate a presentare offerte per il ripristino di 11 alloggi di proprietà dell’Acer. Procedura alle quali non sono seguite aggiudicazioni. Secondo gli investigatori, il rigetto dell’iscrizione e il successivo rogo dell’autocarro potrebbbe essere in qualche modo legati tra loro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
