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La madonnina è tornata nel parco dopo lo sfregio

La madonnina è tornata nel parco dopo lo sfregio

RUBIERA. Hanno sfidato la pioggia nel giorno di Ferragosto per ricollocare la una nuova madonnina nell’originaria teca, rimessa a nuovo, nel parco Don Andreoli. Saranno stati circa una cinquantina...

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RUBIERA. Hanno sfidato la pioggia nel giorno di Ferragosto per ricollocare la una nuova madonnina nell’originaria teca, rimessa a nuovo, nel parco Don Andreoli.

Saranno stati circa una cinquantina i fedeli che, nel giorno dell’assunzione della vergine, hanno partecipato prima alla processione e poi al rosario per la benedizione della nuova immagine della Madonna di Fatima. A loro si sono anche aggiunti una decina di curiosi che hanno partecipato in rispettoso silenzio al rito. Un rito di festa, per la comunità di fedeli di Rubiera, che ha permesso di ricollocare l’amata statuina della Madonna nel parco cittadino, dopo che, il 20 luglio scorso, due ragazzini reggiani – minorenni – l’avevano distrutta e sfregiata. All’indomani dell’atto vandalico, i fedeli avevano trovato nella teca solo la testa mozzata della vergine a fianco di una bottiglia di lambrusco.

Scoperto uno dei due colpevoli per un altro reato, i carabinieri sono poi arrivati al complice grazie all’applicazione telefonica WhatsApp. I due delinquenti, infatti, dopo aver deturpato la madonnina si erano scambiati dei messaggi e si erano inviati reciprocamente delle fotografie inequivocabili. È grazie a quelle frasi e a quelle immagini trovate nella chat che i carabinieri hanno potuto denunciare i due minorenni alla procura di Bologna. Il loro atto vandalico non solo aveva colpito la comunità religiosa – che aveva considerato lo sfregio come attacco personale alla chiesa e alle immagini sacre – ma anche tutta la popolazione di Rubiera che non voleva credere che proprio nella loro cittadina potessero accadere cose simili, atti non solo di vandalismo ma di pura delinquenza. La cerimonia di venerdì, dunque, voluta appositamente nel giorno di Ferragosto (anche se la pioggia e il ponte non ha permesso a tanta gente di essere presente) è stato un momento di gioia condivisa – oltre che, ovviamente, di preghiera – che però non è riuscita a nascondere del tutto lo sdegno e la tristezza per ciò che era successo. E proprio nell’orazione del don, una preghiera è stata rivolta ai due ragazzi che «non hanno capito l’importanza dell’immagine sacra» e che «non hanno avuto rispetto della comunità e della chiesa», mentre un ringraziamento dei presenti è stato rivolto a più riprese alle forze dell’ordine che, in poco meno di un mese, sono riuscite a risalire ai colpevoli.

Silvia Parmeggiani

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