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«Poiatica, che cosa stiamo respirando?»

«Poiatica, che cosa stiamo respirando?»

Carpineti: la preoccupazione dei comitati dopo quanto accaduto giovedì all’interno della discarica

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CARPINETI. «Gli odori sentiti a Poiatica preoccupano più per gli effetti causati che per le note, sfumature tecniche fornite. La domanda veramente importante è: cosa stiamo respirando?».

A chiederlo è il comitato Fermare la Discarica, che parla di quanto accaduto giovedì nella sempre più discussa discarica di Poiatica. Nella prima mattinata nella vallata vicina si è diffuso un fortissimo odore, e dopo diverse segnalazioni il sindaco carpinetano Tiziano Borghi ha organizzato un sopralluogo con i tecnici Arpa, a cui hanno preso parte anche alcuni rappresentanti del comitato. Nel giro di poche ore l’olezzo è quasi svanito. A causarlo, tre cause. L’inattività di quattro torrette di aspirazione, spente per l’arrivo di un grosso deposito di rifiuti; l’accumulo di materiale dovuto al citato trasporto e un fenomeno di inversione termica che ha trattenuto “in basso” l’odore. Il comitato non è però convinto dalle spiegazioni ricevute.

«Al termine della visita uno dei responsabili Iren, come già capitato per l’evento del manufatto dello scorso anno, ribadisce che l’intervento di manutenzione era programmato e che si sarebbe provveduto a risolverlo entro qualche giorno», sostengono i suoi componenti. «A domanda nostra rispondono di non avere come gestore registri di manutenzione ordinaria o straordinaria su interventi in subappalto, come appunto la manutenzione ai tubi di captazione – sostengono – Ma almeno per i lavori previsionali la legge Dlgs 36/2003 non dice che è indispensabile un piano di mantenimento del sistema di estrazione del biogas?».

Il discorso poi si allarga: «La vicenda preoccupa più per gli effetti causati che per le note, sfumature tecniche fornite. La domanda importante è: cosa stiamo respirando?».

«Ancora nel 2014 si vuole far credere che se gli elementi inquinanti dispersi in aria sono sotto i livelli di guardia giornaliera nessuno ci racconta per filo e per segno che effetti hanno i cocktails di decine di sostanze genotossiche inalate negli anni». Inoltre, aggiungono, «come possiamo sapere quanti episodi analoghi si sono verificati se non vi è uno storico scritto negli anni?».

Il pensiero corre poi al futuro, alle elezioni regionali di novembre. A seguire dovrà essere approvato il piano dei rifiuti per l’Emilia Romagna, che nella bozza presentata a inizio 2014 prevedeva un afflusso di rifiuti a Poiatica per diversi anni, con quantità consistenti sino al 2020. Il comitato spera ancora in un cambio di rotta, e in una chiusura, anche se «questi episodi ci interrogano anche sulla precarietà futura del sito. La terra alla terra e le nostre vite al centro del dibattito politico». (adr.ar.)

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