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Richetti verso il no, primarie a rischio

Richetti verso il no, primarie a rischio

Se il deputato modenese dovesse non candidarsi, c’è chi punta tutto sul presidente dell’Anci regionale, Daniele Manca

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REGGIO EMILIA. Rischiano di passare alla storia come i comitati-meteora. Sono i comitati nati in questi ultimi giorni in tutta l’Emilia Romagna e anche a Reggio per portare “a furor di popolo” il parlamentare modenese Matteo Richetti a candidarsi alla presidenza della regione Emilia Romagna.

Rischiano di avere vita breve, questi comitati, per via della decisione che avrebbe preso in queste ore lo stesso Richetti. Dopo essersi marcato a uomo per settimane con l’altro candidato in pectore - il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini - e dopo aver visto che proprio Bonaccini non aveva ancora sciolto alcuna riserva, in queste ore anche Richetti sarebbe orientato a fare un passo indietro. E non tanto perché sarebbe sfumato il duello tutto modenese con Bonaccini, quanto piuttosto per l’intervento diretto di Matteo Renzi. Quel Renzi che - secondo i male informati - dopo esser stato ai ferri corti con Delrio, avrebbe voluto sbarazzarsi anche di Richetti. E invece, sarebbe stato proprio il premier a trattenere Richetti promettendogli una “promozione” romana, magari all’interno dell’esecutivo stesso. Invero, se i motivi di un possibile passo indietro di Richetti restano ancora carte da decifrare, l’ipotesi che il parlamentare non sia della partita, ha già cominciato a dar fiato a quella parte del Pd Emiliano Romagnolo che vedeva con fastidio le primarie per la leadership regionale. Sì, avete capito bene: nella culla delle primarie, questa volta, le primarie potrebbero saltare. Gli sherpa di questa parte del Pd sono già al lavoro per cercare di allargare il più possibile il consenso attorno a una candidatura. Già, ma quale? Ad oggi l’unica sul campo, ufficiale da settimane, è quella di Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì.

Potrebbe essere questa? Molto difficile: più probabile che in tanti, in questi giorni facciano pressing su Balzani affinché anche lui faccia un passo indietro. A favore di chi?

Il nome che circola in queste ore è quello di Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente regionale dell’Anci.

L’obiettivo di chi oggi sostiene Manca è quello di raccogliere un consenso così ampio da rendere inutile le primarie. Ma è evidente fin d’ora che una decisione del genere incontrerà pesanti resistenze nella base, nata e cresciuta con le primarie, l’unico sistema che dà autorevolezza a un candidato.

massimosesena

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