Truffe agli anziani, già quindici casi questa estate
C’è quella “dello spruzzo” e quella “dell’acqua colorata”, i malviventi sempre più estrosi nelle modalità con cui colpire soprattutto persone sole I carabinieri lanciano l’appello e invitano tutti a collaborare: «Necessario fare rete, con gli amministratori locali e con i cittadini»
REGGIO EMILIA. “Truffa dello spruzzo” e “truffa dell’acqua colorata” sono le ultime due tecniche escogitate per raggirare gli anziani. “Si tratta di episodi in costante aumento – dice il colonnello dei carabinieri Paolo Zito – per questo è necessario fare “rete” con gli amministratori locali e con la collettività, attraverso azioni concrete, per evitare forme ancora più invasive del fenomeno”.
Come svolgimento le due nuove modalità di truffa sono del tutto simili a molte di quelle attuate verso anziani, ma hanno una particolarità. Sembra infatti che i truffatori si fingano addetti al controllo dei rubinetti e che si introducano nelle case, generalmente abitate da anziani soli, per valutare la perdita di gas dalle tubature dell’acqua o la fuoriuscita di acqua colorata. Nel primo caso per rendere credibile la perdita spruzzano del gas vicino al rubinetto nel secondo colorano l’acqua con sostanze coloranti messe nei bicchieri poi riempiti con l’acqua corrente. In entrambi i casi i malfattori invitano i malcapitati a raccogliere l’oro e gli oggetti di valore e a inserirli, dentro a un sacchetto, al sicuro perché il gas annerisce i preziosi mentre l’acqua colorata li macchia.
Quindi si impossessano del sacchetto dileguandosi. In questo modo l’altra mattina hanno raggirato un’ottantenne di Luzzara (truffa dell’acqua colorata) e un 85enne di Campagnola Emilia (truffa dello spruzzo) mentre sempre a Rio Saliceto l’arrivo del figlio ha messo in fuga i due truffatori “spruzzatori”. Dall’inizio dell’estate, periodo in cui si registra la recrudescenza delle truffe agi anziani, tra Reggio Emilia e provincia sono una quindicina gli episodi su cui stanno indagando i carabinieri consumati nella bassa prevalentemente a Correggio, Campagnola Emilia, Rio Saliceto ma anche Luzzara e nell’Appenino nei comuni di Veto e Castelnovo Monti. Il capoluogo non è certamente risparmiato con alcuni casi ora al vaglio degli investigatori.
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