«Castelnovo crocevia della droga, ora una task-force per l’emergenza»
Il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, elogia il lavoro delle forze dell’ordine ma chiede rinforzi: «Non si può arginare il fenomeno senza avere il personale sufficiente»
CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia). Il capoluogo appenninico come crocevia del flusso di droga che dalla Spezia rifornisce l’Emilia, e in particolare le piazze di Reggio Emilia e Parma, e la Lombardia, controllato dalla malavita albanese che utilizza la statale 63, ma anche il passo del Lagastrello e la rotta alternativa per Ramiseto e Vetto, come canali sufficientemente “sicuro”.
Castelnovo Monti come punto di scambio e passaggio di mano delle sostanze, dopo il primo viaggio compiuto su normali furgoni che dalla città portuale ligure arrivano quotidianamente per trasportare merci perfettamente legali, ad esempio il pesce per i ristoranti della zona.
E’ il quadro che emerge dall’inchiesta avviata dalla Gazzetta di Reggio, e che sta trovando man mano conferme investigative nei suoi contorni principali.
Un quadro che ovviamente non lascia per nulla tranquillo il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, che anche prima di essere eletto alla guida del centro appenninico, lo scorso maggio, nella sua attività precedente di presidente della Camera di commercio e presidente della Cna di Reggio Emilia aveva fatto della legalità uno dei suoi principali temi di impegno.
«Non pensavo che Castelnovo Monti potesse essere il centro di un flusso di droga di questo livello – afferma preoccupato Bini – ma la presenza di un problema diffuso, che coinvolge tante persone, soprattutto giovani, si percepiva piuttosto chiaramente. E’ abbastanza chiaro che in paese c’è un flusso di stupefacenti piuttosto consistente, almeno a giudicare dal lavoro effettuato negli ultimi anni dalle forze dell’ordine, in particolare dai carabinieri della compagnia di Castelnovo (che con l’operazione “Piazza pulita” hanno individuato numerosi spacciatori e segnalato decine di consumatori di droghe, soprattutto leggere, a partire dal 2010, ndr). E’ altrettanto visibile che spesso in paese si riscontrano persone arrivate da poco, che nessuno conosce, e che hanno un tenore di vita piuttosto elevato, senza che si sappia quali siano le loro fonti di guadagno».
Le possibili azioni di contrasto di questo flusso di stupefacenti rientrano nelle attività che l’amministrazione sta avviando sul tema generale della sicurezza. «Oggi è uno dei temi su cui i cittadini ci chiedono maggiore impegno – prosegue il sindaco – e che è stato al centro dell’attenzione già dalla campagna elettorale. La settimana prossima era già in programma un summit con le forze dell’ordine, per parlare del problema dei furti che da mesi ormai vede colpiti diversi paesi dell’Appennino, che è comunque un sintomo da non sottovalutare: sarà l’occasione per parlare anche di queste nuove indagini e sulle possibili azioni di contrasto».
Azioni che però secondo Bini non possono prescindere da un rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine in montagna: «Per la dotazione di uomini e mezzi su cui possono contare al momento, i carabinieri e la polizia in montagna fanno un lavoro assolutamente encomiabile e non si può davvero chiedere di più. Quello che chiederemo invece sarà che i presidi delle forze dell’ordine in montagna vengano rafforzati: non si possono arginare fenomeni come quelli di cui parliamo senza avere il personale sufficiente. Per quanto riguarda invece la possibilità di controllare e capire quali sono le fonti di guadagno di persone che destano sospetti e che stanno sul territorio, dovremo capire quali strumenti abbiamo ma l’obiettivo è sapere da dove arrivano, come vivono, quali attività conducono».
C’è poi un capitolo fondamentale, che è quello dell’avvicinamento ai giovani che si avvicinano alle droghe.
«Dobbiamo metterli al centro dell’attenzione – conclude Bini – riuscire a trasmettere loro un sistema di valori in cui si riconoscano, e soprattutto ridare loro delle prospettive per il futuro, ricostruire insieme la fiducia e la serenità che, in questa fase storica, possono avere perduto».
Luca Tondelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
