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Delitto sul Secchia, a caccia d’indizi tra lo sterrato e il lungofiume

Delitto sul Secchia, a caccia d’indizi tra lo sterrato e il lungofiume

Il lavoro dei Ris e gli oggetti-chiave dell’assassinio, dall’auto della vittima ai sandali del suo “accompagnatore”
Leggi la cronaca - Guarda le foto - Video: il Ris all' opera / Gli abitanti

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CACCIA AGLI INDIZI NASCOSTI

La chiave del giallo, forse, è tutta lì: in quella stretta fascia di terra, lungo lo sterrato che costeggia il Secchia, tra l'auto della vittima e il suo corpo, ritrovato ormai senza vita. Enrico Rossi ci offre questo racconto per immagini dei rilievi di polizia scientifica del Ris dei carabinieri sul luogo del delitto

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Sopra, la ricerca di indizi nell'erba; sotto, la Ford Fiesta con cui Andrea Germini è arrivato sul posto, assieme al marocchino interrogato per ore nella caserma dei carabinieri di Castelnovo Monti

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L'assassino ha cercato di bruciare il corpo, ma non c'è riuscito se non parzialmente: gli investigatori raccolgono qualsiasi reperto possa rivelarsi utile alle indagini. Questo involucro di plastica vuota qui sotto conteneva grasso industriale in cartuccia dell'Agip: è una sostanza infiammabile?

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Ogni reperto viene numerato e "isolato" all'interno del perimetro interessato dall'indagine del Ris

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Uno dei due sandali del marocchino, trovato dai carabinieri a piedi scalzi mentre camminava in direzione di Castelnovo Monti. Comportamento sospetto, ma nessun provvedimento a suo carico e un lunghissimo interrogatorio condotto in qualità di "persona informata sui fatti" - ovvero semplice teste - senza avvocato

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