Era affannato e gli bruciava la gola
La fidanzata: «Un ragazzo d’oro. Ci eravamo visti per colazione»
REGGIO EMILIA. La Juventus nel cuore, la famiglia, i tanti amici e l’amata fidanzata. Nella camera di Luigi Lerose c’è tutto un corollario di ricordi, manifesti e fotografie, che in pochi sguardi permette di ricostruirne la storia e la passioni che hanno caratterizzato la sua breve vita. «Domani (oggi, ndr) dovevamo partire per passare una settimana al mare a Rimini. Io e lui, da soli» racconta la fidanzata Roberta Larosa, conosciuta tra le vie del quartiere, incrociata alle scuole elementari Carducci, fino alla scintilla che poco più di due anni fa ha fatto scattare l’amore. Proprio Roberta ha vissuto le ultime ore assieme a Luigi. «La mattina di sabato ci siamo trovati per colazione - spiega la ragazza che lavora come cameriera al circolo del golf di San Bartolomeo - poi mi ha detto che gli bruciava la gola e che aveva sonno. È andato a casa mentre io mi sono diretta al lavoro. Ci siamo inviati un ultimo sms verso le 11. Poi mi hanno chiamato nel pomeriggio dicendomi che Luigi era morto». Sulla libreria, in mezzo ai poster dei suoi idoli del calcio, ci sono le foto degli amici, tra i quali Stefano Cucchiara, il pasticcere di 24 anni morto in moto l’anno scorso in via Zanichelli. «Luigi era un ragazzo d’oro, un cuore grande e tutti gli volevano un gran bene». (e.l.t.)
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