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I tre sindaci scrivono a Iren «Stop al massimo ribasso»

I tre sindaci scrivono a Iren «Stop al massimo ribasso»

Ecco il testo della lettera che i sindaci di Vezzano (Mauro Bigi), Albinea (Nico Giberti) e Quattro Castella (Andrea Tagliavini) hanno inviato ai colleghi membri del sub-patto di sindacato di Iren....

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Ecco il testo della lettera che i sindaci di Vezzano (Mauro Bigi), Albinea (Nico Giberti) e Quattro Castella (Andrea Tagliavini) hanno inviato ai colleghi membri del sub-patto di sindacato di Iren.

Iren ricorre ancora ad appalti al massimo ribasso sia per i servizi di raccolta rifiuti sia per lavori stradali e altro. Questa modalità di selezione delle ditte produce una selezione avversa che spiazza le aziende che lavorano correttamente e a regola d'arte e avvantaggia le aziende che risparmiano su materiali, lavorazioni e personale. Un esempio dei problemi causati da questo tipo di appalti è l'assegnazione nel 2013 della raccolta vetro ad una ditta assegnataria al massimo ribasso che non è nemmeno riuscita a partire con l'attività creando così un vuoto di gestione che ha prodotto per mesi disservizi importanti sulla raccolta vetro. Aziende locali riportano la non più disponibilità a partecipare a lavori stradali/edili che obbligano a prezzi così bassi da non consentirne la realizzazione. Già da 5 anni nelle nostre amministrazioni il massimo ribasso è stato abbandonato per modalità di selezione più corrette (es: chiamata di ditte selezionate con eliminazione delle ali e calcolo della media ponderata, oppure offerta economicamente più vantaggiosa) . L'invito alla azienda è ad assumere una linea chiara a riguardo, per questo è utile un input chiaro dei soci. Costi di progettazione delle opere (anche realizzate nell'ambito di Ater sir), si riscontra che i quadri economici sono condizionati e gravati da valori "sopra alla norma" per le "somme a disposizione" ed in particolare per spese tecniche (20%) , spese aziendali diverse (10%) ed altri costi come imprevisti, servitù, ecc. che portano ad un totale variabile tra il 45 e il 50% dei lavori escludendo l'IVA. Ritenendo che tali oneri diventino spesso discriminanti sulla possibilità o meno di realizzazione dell'opera e che gravino in modo spropositato sul costo totale, si chiede di riallineare tali costi alle medie tariffarie e di mercato.

Nella gestione del tributo tari, l'azienda sconta il mancato investimento su software adeguati che si interfaccino con il catasto e con gli uffici tributi comunali. Confermando nei prossimi anni l'assegnazione della gestione del tributo all'azienda Iren, riteniamo indispensabile un investimento in tal senso poiché ad oggi la gestione non è adeguata. Restano ancora molte le aziende partecipate da Iren. Si tratta in alcuni casi di società partecipate sulla cui struttura di bilancio o attività i soci non sono adeguatamente informati. Sarebbe utile una semplificazione del gruppo aziendale mantenendo le partecipazione strategiche e dismettendo quelle non strategiche per ridurre il debito o investire sugli assets strategici. E' comunque utile che i soci sappiano le motivazioni della partecipazione di Iren all'interno delle varie società partecipate.

Riteniamo si debba avviare una seconda fase di analisi/riduzione dei compensi del top management e dei compensi dei componenti il cda. Ancora troppo numerosa è la compagine aziendale dei dirigenti. Riteniamo non rimandabile la trasformazione delle società di secondo livello in divisioni aziendali per una maggiore integrazione.

I comuni reggiani hanno deliberato l'avvio dello scorporo del ramo aziendale del ciclo idrico. L'azienda ha elaborato i valori stimati di scorporo dei vari assets, fornendoli al tavolo provinciale che sta valutando le operazioni di scorporo; riteniamo utile in quanto soci, conoscere i valori forniti dalla azienda e le modalità di calcolo degli stessi.

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