Iren e Seta, ora il Comune va all’attacco
L’assessore Tutino spiega la strategia per avere più peso dentro le due partecipate più importanti
REGGIO EMILIA. In queste settimane d’agosto ci ha pensato la cronaca a dettare almeno una parte dell’agenda della giunta di Luca Vecchi, alla ripresa dell’attività. E ci ha pensato buttando sul piatto il tema del “peso” di Reggio all’interno delle due più importanti “partecipate” del Comune.
Prima Seta, con diverse scaramucce: dalla pessima figura di Odorici alla riunione in prefettura dove, dopo la tragedia del piccolo Sylvester, si discuteva di sicurezza sugli autobus, fino al botta e risposta tra il management di Seta e l’assessore alla mobilità Mirko Tutino sui possibili aumenti di tariffe a settembre: «Prima di proporre aumenti di tariffe - aveva tagliato corto l’assessore - Seta pensi a investire di più su Reggio».
Poi Iren, con la lettera di tre sindaci (la pubblichiamo qui a fianco) inviata ai loro colleghi alla vigilia dell’assemblea del sub-patto di sindacato di Iren.
Assessore, partiamo dalla lettera dei sindaci...
«Contiene sollecitazioni che faccio mie e che saranno oggetto di discussione nella riunione del sub-patto che si terrà a settembre. A partire, ad esempio sulla questione del ricorso di Iren ad appalti al massimo ribasso. Una pratica che deve finire, perché incide sulla qualità del servizio. E mi riferisco soprattutto al tema dello smaltimento dei rifiuti».
Nella lettera si lamenta un calo degli investimenti..
«Questo si è verificato soprattutto nell’ultimo anno, da quando la gestione delle tariffe è passata dal livello locale dell’Ato a quello nazionale dell’Aeg. Fino a quando le tariffe venivano decise dall’Ato, Iren ha comunque sempre investito l’80-90% dei ricavi veniva investito sul territorio. Oggi siamo al 60-70% e dobbiamo tornare ai livelli precedenti. Il discorso va riaffrontato da zero, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti nel settore dello smaltimento rifiuti, dove Iren dovrà andare a gara. E se vorrà tenersi il servizio dovrà mettere sul piatto investimenti sul fronte della qualità dei servizi».
La lettera torna anche sul tema del compenso ai manager di Iren. E l’ex candidato sindaco Francesco Fantuzzi ironizza sul fatto che finalmente, qualcuno tra di voi si sia svegliato...
«L’ironia di Fantuzzi è male indirizzata. Da almeno due anni i sindaci reggiani pongono con forza il tema di una maggiore sobrietà nei compensi ai manager, magari legando questi ultimi non solo ai risultati di bilancio, ma anche alla qualità dei servizi erogati».
E allora perché non si muove quasi nulla?
«In Iren Reggio ha il 20%, occorre creare massa critica con gli altri soci pubblici. Vedo che Parma continua a vendere azioni, ma so anche che Luca (Vecchi, ndr) ha già inziato a parlare con altri suoi colleghi per affrontare questi temi in maniera compatta. Se fosse per Fantuzzi tutto dovrebbe restare pubblico, ma al di là degli slogan anche lui sa che esiste il tema della sostenibilità economica per i Comuni. Sull’acqua stiamo andando in questa direzione ed entro l’inizio dell’anno prossimo partirà la nuova società di gestione del servizio idrico».
Invero, il tema del peso politico di Reggio, vale anche per Seta...
«Dove siamo entrati con il 18%, meno di Modena e più di Piacenza. In Seta, società interamente pubblica, il socio più importante è la Regione. E sarà proprio la nuova giunta che uscirà dalle prossime elezioni il nostro interlocutore principale».
Per chiedere un ricambio del management?
«Curiosamente questo tema era stato posto in risposta al mio post su Facebook in cui parlavo delle tariffe da Claudio Ferrari che oggi siede nel Cda di Seta. A me interessano investimenti e qualità del servizio. Se questi risultati non arrivano, allora si cambia».
massimosesena
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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