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Tragedia in casa, il 23enne Luigi Lerose morto sul divano

di Enrico Lorenzo Tidona
Tragedia in casa, il 23enne Luigi Lerose morto sul divano

Il ragazzo si era sentito poco bene: poi l’improvviso decesso. Lo strazio della madre: «Luigi era sano»

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REGGIO EMILIA. Sabato pomeriggio era uscita a prendere un gelato, lasciando riposare il figlio che stava poco bene sul divano del salotto. Al suo ritorno lo ha trovato esanime, con le labbra livide e il cuore che non batteva più. Ieri, per Giovanna Zinna, è stato il giorno del dolore. La madre di Luigi Lerose, giovane di 23 anni deceduto senza un’apparente spiegazione nell’appartamento al terzo piano di via Alfano 3, ha accolto in casa amici e parenti, che hanno tributato il loro dolore alla famiglia. «Aveva detto che non si sentiva bene ma non c’era di che preoccuparsi - racconta la donna tra le lacrime a poche ore dalla tragedia - Sono tornata, ho cercato di svegliarlo ma non mi rispondeva più. Era immobile sul divano, come lo avevo lasciato, con le braccia aperte, senza più dare segni di vita. Sono distrutta, non so come farò a vivere senza di lui».

Una lunga fila di persone ha affollato ieri via Alfano, dove la donna condivideva la casa con l’unico figlio, spirato in circostanze non chiare ora al vaglio della procura di Reggio, che disporrà nelle prossime ora un’autopsia sul corpo del giovane. Fuori dall’abitazione c’era Francesco Lerose, padre di Luigi, che ha accolto le condoglianze della comunità calabrese, accorsa dal concittadino di origine cutrese, colpito dal grave lutto.

Nel pomeriggio di sabato, non appena ha compreso le condizioni disperate nelle quali versava il figlio, la madre ha subito chiamato un’infermiera che abita poco distante. Da lì è partita la chiamata al 118: i sanitari giunti sul posto hanno cercato di rianimare il giovane. Ma il suo cuore non ha dato risposta. Poi la corsa in ospedale, rivelatasi vana, e infine l’accertamento della morte.

«Luigi era buono e gentile, era tutta la mia vita - dice la madre - Da poco meno di due mesi aveva trovato un lavoro per l’estate, come operaio alla Relectra di Roncocesi. Mi aveva lasciato dei soldi perché dove partire a breve per le ferie. Non so come sia potuta accadere una morte del genere: in questi giorni era di buon umore, pronto a partire con la sua ragazza per le ferie. Era un ragazzo sano, non mi ha mai dato problemi e mi è sempre rimasto vicino nonostante le difficoltà». Da mattina a sera è continuato il via vai di gente nel condominio del Villaggio Foscato, rimasto con le porte aperte. La famiglia è stata sentita nelle prime della giornata dagli agenti della questura, che hanno ricostruito le ultime ore del giovane, in attesa del riscontro autoptico. Una volta giunti il verdetto medico e il nulla osta, verranno fissati i funerali.

L'INDAGINE. Dovrebbe arrivare oggi, in giornata, la richiesta da parte del sostituto procuratore Maria Rita Pantani dell’esame autoptico sul corpo di Luigi Lerose. L’esame verrà disposto per fare luce sui lati ancora oscuri della vicenda. Secondo una prima ricostruzione, l’intervento del 118 era relativo a una congestione. Al loro arrivo nella casa, i soccorritori hanno però trovato il giovane 23enne che non respirava più. Il veloce trasporto in ospedale e il primo intervento non sono bastati a riportarlo in vita.
Il corpo è ora all’obitorio dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, a disposizione del magistrato. A lasciare in sospeso diversi punti di domanda, è stata anche la vicenda giudiziaria. Il sostituto procuratore, infatti, non appena saputo sabato sera del decesso avvenuto nella casa di via Alfano, ha inviato gli agenti della questura in ospedale. I poliziotti hanno preso in carico il referto compilato dai medici, consegnandolo poi al pm, che valuterà il da farsi una volta ottenuti i risultati dell’autopsia. Nel giro di pochi giorni, quindi, dovrebbe essere riconsegnata la salma alla famiglia Lerose.

LA TESTIMONIANZA. La Juventus nel cuore, la famiglia, i tanti amici e l’amata fidanzata. Nella camera di Luigi Lerose c’è tutto un corollario di ricordi, manifesti e fotografie, che in pochi sguardi permette di ricostruirne la storia e la passioni che hanno caratterizzato la sua breve vita. «Domani (oggi, ndr) dovevamo partire per passare una settimana al mare a Rimini. Io e lui, da soli» racconta la fidanzata Roberta Larosa, conosciuta tra le vie del quartiere, incrociata alle scuole elementari Carducci, fino alla scintilla che poco più di due anni fa ha fatto scattare l’amore. Proprio Roberta ha vissuto le ultime ore assieme a Luigi. «La mattina di sabato ci siamo trovati per colazione - spiega la ragazza che lavora come cameriera al circolo del golf di San Bartolomeo - poi mi ha detto che gli bruciava la gola e che aveva sonno. È andato a casa mentre io mi sono diretta al lavoro. Ci siamo inviati un ultimo sms verso le 11. Poi mi hanno chiamato nel pomeriggio dicendomi che Luigi era morto». Sulla libreria, in mezzo ai poster dei suoi idoli del calcio, ci sono le foto degli amici, tra i quali Stefano Cucchiara, il pasticcere di 24 anni morto in moto l’anno scorso in via Zanichelli. «Luigi era un ragazzo d’oro, un cuore grande e tutti gli volevano un gran bene».

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