OMICIDIO SUL SECCHIA L'assassino inviava sms alla moglie di Germini: poi la lite è finita in tragedia
Il marocchino Fettah Abdelkebir (28 anni) crolla dopo un interrogatorio durato più di 12 ore. Lunedì mattina il ritrovamento del cadavere di Andrea Germini, 32 anni, strangolato e dato alla fiamme a Castelnovo Monti, in località Gatta. La confessione del giovane compagno di lavoro della vittima, bloccato da una pattuglia dei carabinieri vicino al luogo del delitto, è avvenuta nella notte - I VIDEO - IL FOTORACCONTO
CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia). Una lite nata per gelosia. Sarebbe stato questo il contesto in cui è avvenuto ieri mattina a Castelnovo Monti l'omicidio di Andrea Germini, allevatore di 32 anni, che lascia un figlio di 6 anni e la moglie Marinella Campani incinta al quarto mese. La scorsa notte all'una, dopo dodici ore di interrogatorio, il marocchino che è stato fermato ieri dai carabinieri di Castelnovo Monti ha confessato: «Ho ucciso io Andrea». Per Fettah Abdelkebir, 28 anni, è scattato un provvedimento di fermo emesso dal sostituto procuratore di turno Luisa Serranti.

Lo straniero lavorava da diversi anni nell'azienda agricola della famiglia Campani, che lo aveva accolto come un parente. Poi era arrivato Andrea Germini nell'azienda. Lui era il genero e ovviamente aveva un trattamento di favore e questo non avrebbe fatto piacere al 28enne. Ma a far saltare i rapporti tra i due - che comunque sono sempre stati amici - sarebbero stati alcuni messaggi inviati dal marocchino sul telefono della giovane moglie di Germini. Ai carabinieri lo straniero ha raccontato che ieri mattina Andrea Germini lo ha fatto salire sulla sua auto e lo ha portato in un luogo isolato sul greto del fiume Secchia, nel comune di Castelnovo Monti. Qui la vittima avrebbe cercato di mettere le cose in chiaro, ricordando al marocchino il suo ruolo nella famiglia.
«Tu non sei niente», gli avrebbe detto. I due sono venuti alle mani e il marocchino ha detto di aver afferrato una pietra e, per difendersi, di averla lanciata contro l'uomo colpendolo alla testa. Poi avrebbe cercato di bruciare il cadavere semplicemente con un accendino. Quindi il tentativo di fuga con l'auto della vittima, abbandonata non appena ha sentito le sirene dei carabinieri che stavano arrivando. Ha proseguito la fuga a piedi e dopo tre ore è stato fermato scalzo a pochi chilometri dal luogo del delitto.

All'inizio ha negato ogni responsabilità, fino a cedere e a confessare. Si era invaghito della moglie, anche se - ha precisato il fermato - non aveva mai avuto rapporti intimi con lei. «Ovviamente questa è la sua versione dei fatti - sottolinea il tenente colonnello Alessandro Dimichino, comandante del Nucleo operativo di Reggio Emilia - Stiamo verificando il suo racconto».
Secondo la prima ispezione del corpo della vittima, Germini sarebbe prima stato colpito alla nuca (ma secondo il medico legale quel colpo non sarebbe stato letale) e poi soffocato: sul collo, alcuni segni compatibili con un tentativo di strangolamento. Con l'uomo a terra, ormai agonizzante, l’assassino ha poi cercato di dare fuoco al cadavere, forse nel tentativo di cancellare le prove o rendere irriconoscibile la vittima, per avere qualche ora di tempo in più per fuggire o crearsi un alibi.
L’artigiano marocchino, in stato confusionale e completamente scalzo, ha poi cercato di allontanarsi a piedi dal luogo del delitto, abbandonando la vittima e la sua auto. Ma la sua fuga è durata pochissimo ed è stato fermato da una pattuglia dei carabinieri, insospettita dal suo comportamento e dalla sua presenza in un luogo così isolato.
I carabinieri erano giunti sul posto grazie alla segnalazione di una persona che, camminando sul Lungosecchia, aveva sentito delle grida di aiuto.
IL PUNTO
#GIALLOSECCHIA, TUTTI I TWEET DALLA CONFERENZA STAMPA IN CASERMA
LA CRONOLOGIA
MARTEDI
12.00 - Terminata la conferenza stampa indetta oggi dopo la diffusione di un comunicato relativo all'arresto da parte dei Carabinieri. "Le indagini congiunte dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelnovo Monti e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia, coordinati dal sostituto procuratore Luisa Serranti della Procura di Reggio Emilia, hanno permesso di risolvere in meno di dodici ore l’efferato omicidio consumato ieri mattina nelle campagne di Castelnovo Monti dove è stato barbaramente ucciso e dato alle fiamme un 32enne reggiano, In manette è finito un 28enne cittadino marocchino collega di lavoro e amico di famiglia della vittima".
01.00 - SVOLTA NELLE INDAGINI. Il 28enne marocchino crolla dopo 12 ore di interrogatorio e confessa il delitto. Resta da verificare i fatti e stabilire il movente che avrebbe portato all'atroce delitto
LUNEDI
23.00 - Prosegue senza sosta l'interrogatorio del collega marocchino di Germini, sul quale convergerebbero ora diversi indizi
17.10 - Il quadro sembra cambiare. Non vi sarebbero elementi per dire che vittima e assassino fossero soci in affari. Germini aveva fatto in passato molti lavori, perlopiù saltuari. Sul presunto assassino, non si sa praticamente nulla. Ma il movente del litigio da cui poi si sarebbe originato il delitto potrebbe essere ben diverso da quello inizialmente preso in considerazione.
16.40 - L'interrogatorio del marocchino fermato è in corso, nessuna indiscrezione.
15.10 - La vittima era originaria di Felina ma viveva con la moglie e un figlioletto di sei anni a Croce di Castelnovo Monti.
14.35 - Prende sempre più corpo l'ipotesi di una lite tra artigiani. Nessun elemento che faccia pensare alla premeditazione, ma il movente potrebbe essere di varia natura
14.18 - Il delitto è avvenuto questa mattina. L'allarme sarebbe stato lanciato da qualcuno che, in zona, ha sentito delle urla. Secondo indiscrezioni i carabinieri hanno fermato un socio in affari della vittima. I due si sarebbero recati nella zona di Pianello a bordo dell'auto dell'artigiano, per motivi ancora da ricostruire
14.15 - La vittima pare abitasse a Felina, frazione di Castelnovo
14.05 - Secondo fonti attendibili, i carabinieri avrebbero fermato un sospetto
14.00 - La vittima aveva una piccola ditta artigiana a Croce di Castelnovo Monti
13.50 - La vittima non ha 22 anni, ma 32
13.42 - A breve distanza dal luogo in cui è stato trovato il cadavere, una Ford Fiesta grigio metalizzato appartenuta al ragazzo ucciso. Trovato anche un sandalo: potrebbe essere appartenuto alla vittima o al suo assassino
13.40 - Oltre alle ferite al capo, forse la causa di morte, sul collo della vittima trovati anche i segni di un tentativo di strangolamento
13.20 - Il corpo è solo parzialmente carbonizzato, ferite sul capo. Probabilmente, chi ha ucciso il ragazzo ha poi cercato di bruciarne il corpo, senza riuscirci. Questo sembra spiegare anche l'identificazione del corpo in tempi piuttosto rapidi da parte dei carabinieri
12.45 - Raffica d'interrogatori tra gli amici del ragazzo trovato carbonizzato. Intanto, anche la polizia scientifica è al lavoro sulla scena del delitto
12.00 - Il ragazzo morto pare facesse l'artigiano. Le indagini sono frenetiche, e non è il solito luogo comune. Carabinieri al setaccio del paese. Proprio oggi, il sindaco rilasciava un'intervista alla Gazzetta in cui affrontava il tema delle rotte dello spaccio, scoperte da una nostra inchiesta. Nessun elemento al momento consente di collegare il delitto a quella pista
10.45 - La vittima è stata individuata. Si tratta di un ragazzo di 22 anni, residente a Castelnovo Monti
09.15 - Tutta l'area attorno al ponte di Pianello viene "cinturata". Giornalisti tenuti a distanza
08.50 - Segnalata la presenza di un cadavere carbonizzato sulle rive del Secchia. I carabinieri arrivano in forze.
IL LUOGO DEL DELITTO
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