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Assalto alla villa, sventrata la cassaforte

Roberto Giampietri
Assalto alla villa, sventrata la cassaforte

Albinea: una banda di ladri approfitta dell’assenza della famiglia dell’ex titolare di Tosi Dischi per fare razzìa nella casa

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ALBINEA (Reggio Emilia). Hanno smurato una cassaforte di oltre quattro quintali a colpi di mazza e piccone. L’hanno trascinata sul pavimento del primo piano per diversi metri, utilizzando coperte e lenzuola. Poi, non riuscendo a farla scivolare dal terrazzo retrostante che, poco prima, avevano “preparato” abbattendone diverse colonne in cemento, hanno deciso di aprirla col flessibile e rubarne il contenuto.

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«E’ stato un colpo compiuto da professionisti» dicono rammaricati il 66enne Franco Tosi, ex titolare dell’omonimo negozio di dischi in via Emilia San Pietro a Reggio, e la moglie Bruna Rovatti.I due coniugi, che vivono in via Ca’ Pellicelli ad Albinea, raccontano, ancora scossi, quanto accaduto nei giorni scorsi.

«Questa strada è stata già diverse volte al centro di raid furtivi – evidenziano i due coniugi – Per noi è la terza volta. La prima volta i malviventi ci hanno rubato un’auto. La seconda eravamo in casa e stavamo dormendo: hanno forzato le inferriate delle finestre e non è stato assolutamente piacevole. Nell’ultima, quella di qualche giorno fa, nell’abitazione non era presente nessuno. Circostanza che non si verifica quasi mai. Eravamo tutti al mare per un breve periodo di vacanza».

Un colpo studiato alla perfezione dalla banda che ha agito. «Abbiamo i fermi immagine di alcune telecamere di sorveglianza dei vicini che immortalano un’auto Megane blu che si arresta nei pressi della casa poco prima delle 21. Dall’auto scendono alcuni uomini che compiono una rapida ispezione nei pressi del cancello. Con quel sopralluogo, molto probabilmente, hanno individuato le varie centraline per poi tranciare i cavi in modo da isolare totalmente l’abitazione al momento del furto».

Un furto, quello realizzato in questo quartiere residenziale situato a poche centinaia di metri dal centro di Albinea, messo a segno a notte fonda. «E che probabilmente – continuano i coniugi Tosi – ha impegnato i malviventi per diverse ore. Approfittando della casa vuota, hanno potuto agire indisturbati. Sono entrati da un cancello secondario, scassinandone il lucchetto. Poi, come già dicevamo, dopo aver tranciato in precedenza i cavi del telefono e interrotto l’alimentazione all’impianto di illuminazione esterna, hanno schiumato il sistema d’allarme e con una scala sono saliti al piano superiore, dove si trovava la cassaforte. Infine, non riuscendo a farla scivolare dal balcone, ai cui piedi avevano già sistemato dei materassi per attutirne la caduta e un carrello per il trasporto, l’hanno sventrata mediante l’utilizzo di un flessibile».

«Il valore della refurtiva? E’ ancora in corso di quantificazione ma i danni, come si può notare, sono evidenti», proseguono i derubati. I dischi del flessibile utilizzato sono ancora ai piedi del terrazzo, tuttora parzialmente inagibile e chiuso con del nastro bicolore.

«Ci siamo accorti del colpo soltanto al rientro dalla vacanza, lo scorso lunedì pomeriggio – proseguono i Tosi – Abbiamo trovato i cancelli esterni chiusi con del fil di ferro. Abbiamo immediatamente dato l’allarme ai carabinieri di Albinea, che sono accorsi in pochissimi istanti. Temevamo che i malviventi potessero essere ancora all’interno della nostra abitazione. Invece se ne erano già andati parecchie ore prima».

Sul pavimento del primo piano della villa dei Tosi ora resta la cassaforte sventrata, fin qui impossibile da rimuovere a causa del peso eccessivo. Nel cortile, i dischi del flessibile utilizzati per scassinarla. E per i coniugi Tosi anche il grande rammarico per la propria abitazione violata per la terza volta.

 

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