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«Pirati del Po, servono soluzioni»

«Pirati del Po, servono soluzioni»

Guastalla: la Provincia di Mantova chiede un tavolo per rafforzare la vigilanza sul Grande fiume

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GUASTALLA. Da quando sono apparse sulla Gazzetta servizi relativi ai cosiddetti “pirati del Po”, con tanto di “mappa” dei loro movimenti, tra furti di motori, bracconaggio e atti vandalici, sembra che la situazione si sia “normalizzata”, almeno in quelle zone segnalate a rischio come l’Oasi degli Internati di Gualtieri, dove, oltre alla pesca di frodo, ci sono stati furti sulle auto di pescatori e turisti parcheggiate davanti alla lanca.

Guardapesca e funzionari della Fispas, nel corso dei loro controlli, hanno notato che molti pescatori stranieri si sono come “volatilizzati”. «Non so se è per i servizi giornalistici o per il periodo di ferie in cui i pescatori stranieri possono essere tornati in patria, ma da un po’ di tempo a questa parte c’è un po di pace». A parlare è il guardapesca Fausto Daolio di Guastalla che, con le sue segnalazioni, ha stimolato le istituzioni pubbliche, in primis il Comune di Gualtieri e poi l’Unione dei Comuni della Bassa reggiana, per tentare di costituire una task force contro i “pirati del Po”, un fenomeno che non tocca solo i centri reggiani che si affacciano sull’asta del Grande fiume.

Dalla confinante area fluviale mantovana, infatti, Alberto Grandi, assessore provinciale all’Ambiente, sostiene la necessità di utilizzare più mezzi e di un maggior coordinamento per sconfiggere questa piaga: «Il problema dei cosiddetti “pirati del Po” affligge il nostro fiume da più di un decennio – ha spiegato Grandi – Come amministrazione provinciale, abbiamo messo in campo quattro imbarcazioni e abbiamo coordinato i volontari per i pattugliamenti. Solo nel 2013 sono stati effettuati 280 controlli con 16 sanzioni e undici sequestri. Ma il tratto mantovano del fiume è lungo 80 chilometri e non c’è un corpo di vigilanza dedicato al più grande fiume italiano. Inoltre, le competenze sono disperse su una miriade di enti che vanno da quattro Regioni a tredici Province, oltre che Aipo, Autorità di Bacino, forze dell’ordine. Credo che serva una decisa opera di razionalizzazione, per stabilire una governance comune. Nel 2013 abbiamo sottoscritto un accordo per la vigilanza, con le Province di Ferrara e Rovigo, convinti che il problema debba essere affrontato tramite il coordinamento e la collaborazione tra tutte le istituzioni che hanno competenze».

Per l’assessore occorre partire con un concreto tavolo di lavoro, che potrebbe essere tenuto a Mantova: «Sono convinto che in quella sede si potranno affrontare le problematiche non risolte – conclude Grandi – e in particolare segnalo la necessità di rafforzare le attività di vigilanza e di pronto intervento su base interprovinciale, per garantire la presenza costante di uomini e mezzi sul fiume. Servono poi accordi ampi, di carattere interregionale, che consentano a tutte le autorità di vigilanza di avere competenze di accertamento anche al di fuori dei propri ambiti. Infine serve armonizzare le regole di pesca per avere maggiore chiarezza, garantendo inoltre un coordinamento delle risorse dedicate alla vigilanza sul fiume».

Intanto, ai primi di settembre, il sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini, insieme a un comitato di pescatori, concessionari di posti barca, Guarde ecologiche volontarie, guardapesca e funzionari Fispas, terranno un’audizione davanti alla giunta dell’Unione dei Comuni per discutere del problema e trovare soluzioni efficaci per debellare il fenomeno dei “pirati del Po”. (m.p.)

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