Al liceo artistico Chierici i primi libri autoprodotti
Da quest’anno i testi di grammatica e storia per le classi prime e seconde sono scritti da una rete nazionale di docenti e venduti al costo di 6-7 euro
REGGIO EMILIA. Un testo scolastico fresco di stampa, completo di versione multimediale consultabile su tablet, si può vendere a sei euro. E' il prezzo veramente irrisorio che il liceo artistico Gaetano Chierici fa pagare ai suoi studenti di prima e seconda per i libri di italiano e storia.
Non li pubblica una casa editrice, ma una rete di insegnanti impegnati, nel progetto nazionale Book in Progress, a redigere a più mani i testi utilizzabili nelle scuole.
COSTI RIDOTTI. Grazie alla loro collaborazione quasi del tutto gratuita il costo si riduce sostanzialmente al compenso dovuto alla tipografia. Le famiglie spendono non più di sette euro per un volume, meno della metà di quanto spenderebbero per un libro usato, avendo in cambio uno strumento modernissimo concepito per un uso didattico da professori che, operando in équipe, lo revisionano e lo aggiornano anno per anno come un "work in progress" (lavoro in corso). Da quest'anno partecipa all'impresa anche il liceo europeo paritario Iess di piazza Prampolini.
Il Chierici, che ha aderito l'anno scorso su iniziativa della preside Maria Grazia Diana, quest'anno inserisce il libro di grammatica italiana Book in Progress negli elenchi di tutte le classi prime, nonchè i testi di letteratura, antologia italiana e storia negli elenchi di prima e seconda A e prima B.
IL TABLET IN CLASSE. La professoressa di lettere Elena Viale, che aderisce alla rete e collabora alla stesura di un testo di storia, spiega: «Questo strumento consente di innovare il metodo d'insegnamento, riducendo il tempo dedicato alla classica lezione frontale. Gli studenti usano la versione cartacea soltanto a casa. In aula utilizzano quella multimediale. Si attua così una lezione cooperativa con lavori di gruppo. Grazie alle cartelle condivise gli alunni si mantengono in contatto con l'insegnante, che in ogni momento della giornata può trasmettere documenti e controllare l'attività svolta. L'anno scorso, una volta chiarito che il tablet non si usa soltanto per i social network, abbiamo ottenuto buoni risultati».
IL PROGETTO. Il progetto è stato promosso sei anni fa da Salvatore Giuliano, preside dell'istituto Maiorana di Brindisi, che ne è il capofila. Il ministero dell'Istruzione lo sostiene poichè rispetta l'obbligo di adottare libri stampati, mentre in passato erano state bocciate le decisioni di sostituire i testi con dispense e appunti. Della rete fanno parte docenti di quasi tutte le discipline e di varie regioni. Ogni scuola che aderisce mette a disposizione due docenti e versa 500 euro più un euro per ciascuna copia dei volumi Book in Progress adottati. I professori si incontrano periodicamente per progettare e coordinare la stesura dei libri. Ognuno di essi ne redige un capitolo. Il testo di storia, ad esempio, conta quindici autori. La rete incarica poi una tipografia sulla base di una gara d'appalto. Le copie stampate vengono inviate direttamente alle scuole, che le consegnano agli studenti insieme alle versioni digitali sia in formato Pdf sia in formato multimediale. E' da notare che da tempo le case editrici hanno incominciato ad affiancare alla versione cartacea quella digitale, da quest'anno obbligatoria. Tuttavia finora ne è stato fatto un uso limitato anche perchè il tablet, offrendo occasioni di distrazione e plagio, è vietato durante le prove di verifica e le lezioni frontali.
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