«Cambiando volto alla città rilanceremo le aziende edili»
L’assessore comunale all’urbanistica Alex Pratissoli «La riqualificazione energetica libererà investimenti»
REGGIO EMILIA. «Dentro quei muri c’è un mare di euro che dobbiamo riuscire a liberare». Quello che sembra il piano di un basista - intercettato dalla polizia mentre rivela a un complice dove ha nascosto il grisbie - è in realtà lo slogan del piano d’azione che Alex Pratissoli, nuovo assessore all’urbanistica e alla riqualificazione urbana della giunta di Luca Vecchi, ha in mente per riqualificare il centro storico.
Assessore, ha letto il dossier messo a punto dall’ex assessore Mauro Del Bue?
«Sì, e lo considero molto utile. Quella di Del Bue è una sollecitazione che non ho difficoltà a raccogliere. Anche perché, quello della riqualificazione urbana è il cuore del mio mandato di assessore».
Del Bue chiede che il Comune intervenga con decisione e altri, come l’ex consigliere di circoscrizione Ghiretti sottolineano il degrado, anche dal punto di vista delle residenze, di certe zone del centro. Voi che armi avete?
«Più di una, e in molte situazioni ci stiamo già muovendo, nell’ambito di un disegno generale che è quello del mandato di questa giunta, ovvero di una urbanistica che non sia condizionata dalla rendita fondiaria ma possa essere uno strumento per far ripartire il lavoro e quindi l’economia. Quando dico che in questi muri che oggi rischiano di cadere in pezzi ci sono tantissimi euro mi riferisco alle grandi opportunità che abbiamo, ad esempio sul fronte della riqualificazione energetica».
Può spiegarsi meglio?
«Una gran parte della città è oggi allacciata al teleriscaldamento. Questo fa sì che oggi noi si possa disporre di una mole sterminata di dati, dai consumi fino ai casi di morosità».
Per fare cosa?
«Per spingere i proprietari ad ammodernare, attraverso incentivi e anche sconti sui costi energetici che saranno una diretta conseguenza della riqualificazione. In questo modo avremo anche forzato le imprese a riconvertirsi».
In che modo avverrebbe questa riconversione? Oggi le imprese edili che sono ancora attive boccheggiano...
«Rispetto a un passato anche recente, sarà per queste imprese inevitabile cambiare pelle. Una volta costruivano case e magari, al massimo, le vendevano. Ora non possono più limitarsi a questo».
Il ruolo del Comune quale sarebbe?
«Vogliamo essere dei facilitatori, ma nella prima fase di questo processo saremo anche attivi: creeremo noi le prime reti di impresa per avviare queste opere di riqualificazione».
Cosa intende per reti d’impresa?
«Penso ai professionisti a cui spetta il compito dell’audit sulla situazione energetica, penso alla banca che finanzia l’intervento, penso alla ditta che lo esegue e che poi magari subentra nella gestione. Già oggi, a Reggio, il 66% degli interventi avviati è sulla riqualificazione, anche per via degli incentivi che il Governo ha previsto e non devono assolutamente venire meno. Senza contare che tanta parte dei fondi europei che arriveranno saranno su questi temi».
Invero, gli interventi di questi giorni mettono in evidenza uno scoglio difficile da superare: quello della “qualità” della residenza in centro storico, con i reggiani che tendono a trovare casa altrove. E quelli che rimangono...
«Siamo consapevoli che si tratta di un progetto ambizioso, che rischia di incepparsi, ad esempio, di fronte alla parcellizzazione delle proprietà. Nei condomini numerosi, dove magari esistono casi di morosità, diventa tutto più complicato. Ecco perché una delle sfide è anche quella di modificare la tipologia delle residenze in centro. Uno degli interventi migliori, da questo punto di vista è quello che è in corso su Palazzo del Carbone, dietro il municipio. Lì, grazie al partenariato pubblico e privato sorgeranno servizi e residenze per giovani coppie. Questa è la strada, che peraltro il Comune ha già intrapreso da anni. Negli ultimi dieci anni, la sinergia tra pubblico e privato nella riqualificazione del centro ha prodotto investimenti per oltre 80 milioni di euro».
Resta in tutta la sua gravità il tema dei negozi sfitti..
«In questo caso noi fungiamo da facilitatori. Creando, ad esempio, incentivi per le piccole attività commerciali».
Fin qui è tutta carota. E il bastone che si chiede a più voci, non lo userete?
«Certamente il controllo sulle residenze, in centro e anche in altre zone della città è uno strumento da mettere in campo».
Eppoi ci sono le ordinanze sindacali invocate da Del Bue...
«Anche queste sono uno degli strumenti che abbiamo a disposizione, anche se con un raggio d’azione limitato alle situazioni di degrado e di pericolo».
massimosesena
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