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Il Cristo parlante di don Camillo torna in processione sull’argine del Po

di Andrea Vaccari
Il Cristo parlante di don Camillo torna in processione sull’argine del Po

Brescello: il 27 settembre ci sarà la benedizione delle acque del fiume, ripensando a Guareschi

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BRESCELLO. E’ un’antichissima tradizione che si rinnova per le genti della Bassa: la benedizione del fiume per chiedere al cielo un aiuto per le coltivazioni ma anche protezione contro le calamità naturali come le alluvioni che nei secoli scorsi periodicamente portavano distruzione.

Già il 5 ottobre scorso il celebre “crocefisso parlante” dei film di Don Camillo e Peppone uscì per la prima volta dalla chiesa di Santa Maria Nascente – a distanza di oltre 40 anni dall’ultima volta, ossia dalle riprese dell'incompiuto “Don Camillo e i giovani d’oggi” del 1970 – e sabato 27 settembre, alle 19, l’evento verrà ripetuto.

A fronte del grande successo (circa 250 i partecipanti, nonostante il tempo non troppo clemente) e della voglia di ripristinare un antico rito. La parrocchia di Brescello, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha deciso di ripristinare la processione notturna con partenza dalla chiesa di Santa Maria Nascente.

Dal punto di vista storico-cinematografico sembrerà di rivivere l’indimenticabile episodio della benedizione del fiume, la cui processione era iniziata “in solitaria” da parte del parroco per l’esplicito divieto del sindaco Peppone, salvo poi trovare la compagnia dei fedeli “rossi” nei pressi dell’argine del Po.

Si tratta di un’occasione straordinaria e di grande impatto emotivo per riprendere un discorso non solo legato alla nostalgia dei film ma anche ai valori di giustizia, solidarietà e pace che i racconti di Giovannino Guareschi ispiravano. Il parroco don Evandro Gherardi, contrariamente alla finzione cinematografica, sarà accompagnato dal sindaco Marcello Coffrini e dall’amministrazione comunale, nella preparazione della processione che coinvolgerà anche le forze dell’ordine, la Pro loco guidata da Gabriele Carpi e la Protezione civile del presidente Volmer Bonini.

In occasione della processione del 2013 il lungo corteo, illuminato da decine di candele e fiaccole, si snodò per circa un chilometro tra la piazza della chiesa e la strada che si immerge nella golena e che costeggia il fiume Enza fino a raggiungere la foce dove le acque si immettono nel Po. A seguire, benedizione del fiume, candele in acqua trasportate dalla corrente e lanterne lanciate in cielo come preghiere a Dio per chiedere clemenza e protezione contro le calamità naturali come alluvioni e terremoti. Preghiere anche per le terre coltivate affinché diano sempre buoni frutti.

 

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