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CASTELNOVO MONTI

Il figlio di una badante ucciso in Ucraina

Il figlio di una badante ucciso in Ucraina

Il giovane è morto durante un’operazione a Lovavsk, la mamma lavora a Felina

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CASTELNOVO MONTI. Arrivano anche nella montagna reggiana le conseguenze, quelle più tragiche e dolorose, del controverso conflitto in Ucraina. Yaroslava Dromina, da oltre dieci residente in Appennino dove lavora come badante, ha perso il figlio Andrei Dryomin, ucciso da un cecchino nel paese esteuropeo.

La storia è raccontata da Gabriele Arlotti su Redacon, il giornale online della montagna reggiana. Yaroslava è una donna conosciuta in zona, impegnata assieme alle scuole e ai servizi sociali per favorire l’inserimento culturale delle badanti; donne che lasciano la loro terra in cerca di un lavoro, oggi presenza importante per tantissime famiglie con parenti anziani. Yaroslava ha lavorato a Collagna, a Canova (nel Ramisetano) e ora è a Felina, dalla famiglia Zanelli.

Era arrivata in Italia proprio per pagare gli studi al figlio, rimasto nel paese d’origine. Ma le ombre lunghe di un conflitto maledetto ora ha colpito Yaroslava Dromina, che molti, in montagna, più o meno conoscono perché qui vive e lavora da più di dieci anni.

Il suo obiettivo originario fu di lavorare qui per pagare gli studi al figlio, per una vita migliore là nella natia Ucraina dove lui era rimasto. Terminata la scuola, dopo aver lavorato come fabbro, si era arruolato nell’esercito ucraino, sul fronte “nazionalista”, non quello “filo-russo”. Una scelta semi-obbligata, visto che per evitare la chiamata è necessario in molti casi una “penale” in denaro. Il ragazzo pare fosse molto determinato, a prescindere dagli obblighi, e militava nelle file del battaglione "Shakhtarsk”, con il nome di battaglia “lucciola”.

È stato ucciso il 10 agosto scorso durante un’operazione vicino a Lovaysk, una cittadina non lontana da Donetsk, nella zona maggiormente contesa in questo conflitto. Yaroslava, informata della perdita, è subito volata a casa per partecipare ai funerali, officiati fra enormi bandiere giallo-blu, i colori della bandiera ucraina. La notizia si è diffusa anche nella montagna reggiana tramite le conoscenze della donna, fra cui alcuni sacerdoti, perché Yaroslava è una persona molto religiosa, vicina fra gli altri don Villiam Neviani, co-parroco di Carpineti. Don Neviani, racconta Redacon, ha accennato alla morte del ragazzo anche durante un’omelia a Valestra. Adriano Arati

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