Il telefono di Andrea non si trova
Il paese è ancora sconvolto e la convinzione è che ci siano ancora troppo “buchi”
CASTELNOVO MONTI. La confessione di Abdelkebir Fettah ha allentato solo parzialmente la tensione che si respira nella comunità appenninica dopo l’omicidio avvenuto sulla carraia che costeggia il Secchia, al Pianello. Ma di certo non si tratta del tassello finale di questa vicenda, sulla quale pendono ancora grossi punti interrogativi, domande che i castelnovesi si continuano a porre con insistenza, in ogni luogo di ritrovo. Non è un caso che le indagini e il lavoro dei carabinieri stia proseguendo in modo molto serrato. Martedì, dopo la confessione, sono stati sentiti per più ore sia Marinella Campani, moglie della vittima Andrea Germini, sia il suocero e titolare dell’azienda agricola in cui lavoravano i due giovani, Paolo Campani. L’impressione è che agli uomini dell’Arma manchino ancora diversi dettagli per delineare nella sua completezza quanto avvenuto nella mattinata di lunedì. Il primo interrogativo, che viene ripetuto con costanza, è: perché se i due ragazzi avevano intenzione di chiarire le tensioni emerse tra di loro, che Fettah ha indicato come movente del suo gesto, hanno scelto un luogo isolato come la carraia del Pianello? E poi, come è possibile – se c’è stata una colluttazione tra i due, in cui tra l’altro secondo quanto detto da Fettah lui avrebbe reagito per difesa – che sul corpo di Germini ci fossero un vasto trauma sulla nuca, e segni sul collo, mentre l’aggressore non ha riportato nemmeno un graffio? Inoltre agli inquirenti, fino a ieri, mancava anche un altro tassello ritenuto importante, perché potrebbe chiarire alcuni movimenti e contatti di vittima e omicida: il telefono cellulare di Germini. Non è stato rinvenuto sul luogo in cui Fettah ha cercato di bruciare il corpo, nè sull’auto, lasciata sulla carraia a circa 200 metri di distanza, e nemmeno nella casa di via Martiri di Legoreccio, dove risiedeva Germini con la moglie e la famiglia di lei. E’ lo stesso telefono su cui, a seguito del ritardo dei due giovani che si erano allontanati in auto insieme, il cognato Paolo aveva provato a chiamare molte volte, trovando occupato la prima, e poi con il telefono che squillava senza risposta le altre. Intanto le parti offese (cioè i Germini e i Campani) sono ora tutelate dall’avvocato Gabriele Iori.(l.t.)
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