Gazzetta di Reggio

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Montecchio, in lavanderia si fa book crossing

di Alessandro Zelioli
Montecchio, in lavanderia si fa book crossing

L’idea è di Gaetano La Rosa: «L’obiettivo è leggere e confrontarsi»

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MONTECCHIO. Nel suo negozio non è raro incontrare gente che si ferma a scambiare quattro chiacchiere su temi che variano dalla cultura, al teatro sino allo sport e alla politica. Ma da qualche tempo, Gaetano La Rosa, 58enne titolare da oltre vent’anni della lavanderia tradizionale Moby Dick di via Franchini 56 a Montecchio, grazie al book crossing ha realizzato un sogno.

«Avevo il desiderio di rendere ancora più gradevole il mio lavoro – dice La Rosa, che è nato a Palermo ma è reggiano d’adozione dal 1973 – grazie ai libri, che sono sempre stati la mia grande passione». Nella sua lavanderia, infatti, da qualche tempo si incrociano tante persone con volumi in mano. «Trascorro molte ore qui dentro – prosegue il 58enne – ma non sempre sono occupato a lavare e stirare. Avere compagnia mi aiuta a trascorrere la giornata. La cosa simpatica è che si sono creati gruppi di lettori fissi. Ci sono quelli del sabato mattina, quelli che passano durante la giornata sempre allo stesso orario e gli uraniani».

Anche gli extraterrestri? «No – dice ridendo – Un amico mi ha portato una cinquantina di libri di Uranio (una collana di fantascienza, ndr) e gli appassionati del genere hanno fondato una specie di club nel quale ci si scambiano non solo i libri, ma anche messaggi di commento».

Come è nata questa idea? «Il book crossing è conosciuto in tutto il mondo. Io l’ho fatto perché non sapevo più dove mettere i libri che avevo accumulato e così ho iniziato a esporli. Dai 200 con cui ho iniziato, sono arrivato a farne girare circa 500».

È mai capitato che li abbiano presi e mai riportati?

«Sì, ma a me non interessa che li riportino. Se qualcuno si affeziona a quel libro, mi fa piacere lo tenga per sé. Unica richiesta che vengano trattati con cura».

Ma così si rischia di favorire chi poi li rivende...

«Proprio qualche giorno fa ho scoperto che uno dei miei “avventori” ha un banco ai mercatini e viene qui a fare incetta. Appena ripassa lo blocco. Questo non è lo spirito per il quale ho pensato questa cosa».

Il book crossing ha portato dei benefici alla sua attività? «Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, no. La gente infatti rimane sempre di sasso quando dico che per prendere un libro non si deve pagare».

Quali sono i libri più letti? «Partendo dal presupposto che qui si può portare di tutto,non mi sono posto la domanda. A me fa piacere che la gente legga e che si confronti. In fondo la mia lavanderia è anche un punto d’incontro».

 

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