La Provincia verso il voto ma la riforma resta al palo
La presidente Masini vara le regole che porteranno all’elezione dei nuovi vertici Una “rivoluzione” incompiuta: governo in impasse, mancano i decreti attuativi
REGGIO EMILIA. La Provincia di Reggio ha pubblicato ieri il decreto firmato dalla presidente Sonia Masini che dà inizio al complesso iter per l’elezione della nuova rappresentanza alla guida dell’ente. A votare non saranno i cittadini ma 641 tra sindaci e consiglieri comunali, che il 12 ottobre 2014 si recheranno alle urne allestite nella sede dell’ente di via Garibaldi, aperte dalle 8 alle 20. L’esito porterà all’elezione del nuovo consiglio provinciale e della successiva scelta del presidente. A sedersi sugli 12 scranni verranno scelte 12 persone sempre tra i 641 amministratori locali reggiani. Un nodo centrale, questo, della riforma nazionale delle Province, che abolisce la giunta - e relativi stipendi - nonché e i gettoni per i consiglieri.
Ma la votazione di ottobre, al momento, è l’unica certezza, visto che il decreto taglia-province è ancora impantanato nella palude dei decreti attuativi. In pochi mesi siamo passati dall’annunciata abolizione dell’ente, all’accorpamento (si parlava di un matrimonio forzato con Modena), fino ad arrivare alla soppressione degli organi di governo prima scelti dai cittadini. La montagna, per ora, ha partorito solo un topolino.
IL TAGLIO. La legge di riforma (numero 56 del 2014) è ancora a metà. Per ora prevede solo alcuni punti. Tra questi ci sono le competenze che rimarranno in mano alle Province. Si tratta di della pianificazione territoriale, della mobilità e dei trasporti, dei servizi di statistica e quelli digitali offerti agli enti minori, l’edilizia scolastica, le pari opportunità e la protezione civile. Le competenze cancellate, che dovrebbero tornare alle Regioni, sono il lavoro e la formazione professionale, l’agricoltura, il turismo, la caccia e la pesca. Tutte linee guida che non offrono alcuna sicurezza. In realtà, infatti, il nuovo consiglio provinciale dovrà navigare a vista, in attesa dei decreti attuativi del governo, attesi per luglio, ora rinviati a fine ottobre, che potrebbero essere spostati in là visti gli evidenti ritardi nelle riforme a livello centrale.
L’AGENDA. L’appuntamento clou, come già detto, sarà il 12 ottobre. Prima, però, c’è tutta una fase preparatoria per poter giungere all’apertura delle urne. Entro il 3 settembre l’ufficio elettorale chiederà ai segretari comunali di tutti i Comuni della Provincia l’elenco con tutte le specifiche dei consiglieri comunali e dei sindaci che costituiscono coloro che hanno diritto al voto. Entro l’8 settembre i 45 Comuni devono inviare tutti i dati del corpo elettorale. Entro il 12 settembre la Provincia pubblicherà l'elenco degli aventi diritto al voto divisi per fasce demografiche. Tra il 21 e il 22 settembre verranno presentate le liste del consiglio provinciale e del candidato presidente con rispettivamente il 5% e il 15% di sottoscrittori delle liste (cioè consiglieri comunali o sindaci) di coloro che risultano gli aventi diritto al voto. Si presentano in modo distinto le liste dei candidati presidenti e le liste del consiglio provinciale (che nel caso della provincia di Reggio tra maggioranza e opposizione. Dal 23 al 25 settembre ci sarà la verifica delle liste ammesse. Entro il 27 dello stesso mese ci sarà il sorteggio delle liste per l’inserimento nelle schede. Poi la Provincia pubblicherà le liste e le schede sul suo sito.
LE NOMINE. La presidente Masini ha nominato per l’ufficio elettorale i dirigenti della provincia Loredana Dolci, Francesco Capuano, Angela Ficarelli, i funzionari Ilenia Incerti, Attilio Giacobbe, Vanni Salatti e la dipendente Roberta Cavazzoni. Al seggio ci saranno sempre Ficarelli (presidente), Giacobbe (segretario), Incerti e Cavazzoni.
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