Parte la vendemmia, annata a rischio a causa del maltempo
Le frequenti piogge hanno vanificato i trattamenti alle viti e gli acini potrebbero scoppiare prima della raccolta
REGGIO EMILIA. E’ timidamente iniziata in questi giorni la raccolta dei primi grappoli di uve bianche che in questo modo hanno sancito l’apertura ufficiale della vendemmia 2014. Una vendemmia come sempre tanto attesa e che fra poco più di una settimana, stagione permettendo, entrerà nel vivo di una bagarre che durerà circa un mese. L’annata di quest’anno, lo confermano tutti i viticoltori da nord a sud della provincia, è stata molto difficile ed impegnativa e molto probabilmente non mancherà di creare ulteriori sorprese. Difficile ed impegnativa proprio a causa dell’andamento climatico con piogge in primavera hanno reso impraticabili i cambi e generato forti compattazioni dei terreni.
Poi la complessità del controllo fitosanitario dovuto alle prolungate bagnature ed i problemi nella gestione del vigore vegetativo e nel controllo delle infestanti che hanno reso necessario molto più lavoro da parte dei viticoltori. Inoltre la mancanza di caldo e le incognite che questa anomalia comporta. La prima incognita riguarda proprio l’anticipo di maturazione che, stando all’epoca del germogliamento, doveva essere di almeno una settimana. Invece, nel mese di luglio e agosto, i grappoli hanno avuto modo di prendere tempo per poi presentarsi oggi con una certa difformità a seconda delle varietà. Tutta colpa di un inverno che non è mai arrivato così come non e mai arrivata nemmeno l’estate. Come se non bastasse una oltremodo ricca piovosità, per non dire eccessiva, ha determinato un particolare rigonfiamento degli acini che già da diversi giorni sono osservati speciali da parte dei viticoltori.
Il rischio, spiegano gli addetti ai lavori, è quello che la forte dotazione idrica dei suoli possa addirittura far scoppiare alcuni chicchi con perdita di produzione e non poche difficoltà nella realizzazione delle vendemmia che a quel punto dovrebbe essere anticipata. Da questo punto di vista un forte ritorno di caldo se da un lato potrebbe essere desiderato e favorevole per il completamento della maturazione, dall’altro potrebbe determinare un incremento repentino dell’assorbimento dei nutrienti dal terreno da parte delle viti con conseguente rischio di accentuare il fenomeno delle spaccature. Anche per questo le operazioni di raccolta delle primissime uve bianche, quelle di impianti giovani od a forte rischio di spaccatura degli acini, hanno indotto ad avviare le operazioni di raccolta. Le cantine ovviamente sono tutte pronte, la prima ad aprire le danze è stata ieri (20 agosto) quella di Puianello, anche se la volontà dei produttori è quella di aspettare il più possibile per trovare il momento di raccolta ideale per poter valorizzare al meglio la qualità senza sacrificare il prodotto. Al momento in effetti i grappoli mancano un poco di grado zuccherino, quello responsabile del tenore alcolico, rispetto a quanto ci si potrebbe attendere in una stagione normale. La cosa è pienamente comprensibile per causa delle basse temperature e la mancanza di sole. Una situazione che contrasta fortemente con le due annate precedenti nelle quali le estati torride avevano impresso ai grappoli comportamenti ben differenti che in tanti casi sono arrivati addirittura a generare lievi appassimenti. Nulla di compromesso dal punto di vista qualitativo soprattutto in funzione del fatto che la forte diffusione della meccanizzazione della vendemmia sul nostro territorio, e la grande organizzazione dei centri di pigiatura, permetterà di attendere il più possibile l’affinamento della maturazione in campo proprio in funzioni delle evoluzioni meteo che quest’anno hanno caratterizzato la campagna vitivinicola fin dal primo giorno.
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